Tappa 4: Châtillon-Verrès 18,1 km

Ha piovuto tutta la notte. Lo so perché ho potuto contare i rintocchi del campanile fino alle 4, poi mi sono addormentata, ma alle 6:30, al risveglio (con gli uccellini, ricordate?) pioveva ancora.

Con enorme fortuna, alla nostra partenza non pioveva più e siamo arrivati asciutti alla meta di oggi, Verrès.

ECEBD5B0-056F-48FE-8011-4526D1A46D1EIl cielo alla partenza, sullo sfondo il castello di Châtillon.

Per evitare di inzaccherarci, abbiamo deciso di percorrere il sentiero più a valle, che è spesso asfaltato e più asciutto. Qui si incontrano paesini rurali in cui la sola presenza di cani alla catena, che abbaiano ai rari passanti, fa immaginare che i loro padroni siano sui campi a lavorare.

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Ogni casa ha il suo orticello e il suo frutteto e spesso, da dietro una siepe o un albero, fa capolino una vecchietta che è intenta a raccogliere i frutti o le verdure. È l’occasione per noi di scambiare un sorriso o magari una breve chiacchierata.

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L’acqua è una presenza costante in Valle D’Aosta. Può essere un timido ruscello, un rabbioso torrente, un fiume impetuoso o un rilassante “Ru” (i canali di irrigazione) che con il suo scorrere pigro e costante accompagna piacevolmente il cammino.

C7FA8F14-C352-4E9A-B7B8-441BCC05817CUn “Ru” al centro del sentiero. Sotto la grata scorre l’acqua di irrigazione.

B79BAFAB-D4BA-4BA6-B01F-43046CCBCD90Un rabbioso torrente

A5B603A3-7B74-4574-9496-F6A66F7B6CEBL’impetuoso torrente Evançon a Verrès.

5AEBE204-4F2A-4DCC-8945-D397A2117629La Dora Baltea, il fiume che raccoglie tutte le acque che scendono dalle cime valdostane. Qui, a destra, si vede l’impianto idroelettrico.

L’attraversamento della cittadina di Saint Vincent, famosa per il suo Casinò e le terme, ci ha dato la possibilità di comprare della pizza locale e delle banane per evitare il digiuno forzato come ci è accaduto ieri.

A76560B7-2728-4261-B043-622D0706A327Sullo sfondo il Casinò

A968A03E-54F4-4DF8-AE30-CE189B8DD56CL’elegante edificio Liberty delle Terme

C2F3685F-C941-40E1-A212-38EFD1F814B0L’ottima pizza acquistata a Saint Vincent.

La seconda parte della tappa è stata dura, tra salite mozzafiato e discese a rompicollo, il tutto “condito” con l’umidità della giornata che ha reso scivoloso il fondo del sentiero, spesso fatto di grosse pietre o ciottoli instabili. A tutto questo si aggiunga il cielo cupo, carico di pioggia.

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L’ultima parte del sentiero è su una roccia quasi verticale alle spalle del paesino di Torille a cui si accede tramite una mulattiera ripidissima che spezza ginocchia e caviglie e mette a dura prova anche i più allenati.

CD319203-731B-4CF3-88A2-AE54DEB8AF46Il paesino di Torille visto poco prima di scendere dalla mulattiera.

Arrivati a Torille, ci si immette su un marciapiede ben tenuto, di fianco alla statale che porta a Verrès.

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Alloggiamo presso la “Maison Vittoria”, un’intera casa gestita simpaticamente da Julien, proprietario premuroso e disponibile.

Per oggi è tutto, vi auguro una buona notte!

P.s.: WordPress mi ha cancellato il draft di oggi quando l’avevo quasi terminato. Ho dovuto riscriverlo daccapo. Avrei pianto, ma ho capito che non sarebbe servito a nulla. Ho ricominciato a scrivere e pian pianino ho finito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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