Tappa 1: La Cantine-Etroubles 18km

Che giornata meravigliosa e che emozione! Il grande giorno è arrivato e con un sole stupendo.

Dopo una ricca colazione, abbiamo dato l’addio ai bei gatti e alla proprietaria del B&B Nabuisson

Cortile del B&B Nabuisson

e ci siamo incamminati verso la stazione dei bus. Eravamo in abbondante anticipo e, arrivati vicino alla stazione, ci siamo goduti il sole seduti sotto una stupenda pergola circondata da un bel prato con alberi di ippocastano tutt’intorno.

Intanto osservavo felice le mie credenziali arricchite del primo timbro.

Il viaggio in bus è stato piacevolmente accompagnato da bellissimi panorami sulle vette valdostane. Il contrasto tra il verde intenso dei prati ormai vestiti di primavera e il bianco delle nevi sullo sfondo, così abbondanti quest’anno, è di una bellezza commovente. Dai finestrini intravvedo qua e là il sentiero che dovrò percorrere i prossimi due giorni per scendere ad Aosta.

Arrivati al capolinea, l’Agip di Saint-Rhemy-en-Bosses, ci dirigiamo verso il Passo del Gran San Bernardo, con l’intento di arrivare fino al punto in cui la neve ci impedirà di proseguire. Una sorpresa ci aspettava poco più avanti: un’anima gentile, appena saputo del nostro intento, si è offerta di portarci col suo fuori strada il più in alto possibile. È così che già alle 13 circa eravamo a La Cantine a 2000 mt. di quota, il punto oltre il quale non potevamo più salire per la troppa neve. Eravamo a 1,9 km dal passo. L’anima gentile ci ha salutati ed è ripartita. Noi, dopo le foto di rito per suggellare il momento dell’inizio della Via Francigena, abbiamo dato il via alla discesa verso Etroubles.

Cappella di La Cantine

Il primo pellegrino incontrato

Il Colle del San Bernardo

Eccomi

Il Rifugio del Pellegrino (chiuso)

La Cappella e il muro di neve

La discesa è stata accompagnata da stupendi panorami. Intravvedevano in lontananza il gruppo del Cervino e del Monte Bianco, ma vicino a noi era tutto un fischiare di marmotte che a osservarle bene sembravano quasi incredule di trovarci lì, come se non fossero più abituate a vedere esseri umani. Ci siamo fatti distrarre spesso dai loro fischi e dalla loro curiosità.

Sul fondo valle si intravvede la via del traforo del San Bernardo

La via del traforo è senza dubbio una comodità per tutta la valle, ma è come una cicatrice su un viso di una bella ragazza, violenta il paesaggio, non credo si possa non essere d’accordo.

Qui è dove entra nella montagna. Le macchine passano sotto la copertura in cemento armato, adatta a resistere al peso della neve.

Questa è la panoramica del serpentone che si perde all’orizzonte.

I segni delle fortissime nevicate e delle tante valanghe dell’inverno passato sono ovunque. In più punti il guard-rail ha ceduto come fosse burro sotto il peso delle valanghe.

Fa impressione, vero?!

Tutt’intorno scendono impetuosi e gonfi torrenti che vanno ad ingrossare il torrente San Bernardo. Fanno paura, tanto sono violenti e rumorosi.

Arriviamo ben presto a Saint Rhemy, un piccolo borgo dalle belle case in pietra, ora disabitate, ma che in pochi mesi si popoleranno di turisti, anche troppi, ci dice l’unica abitante del posto. Una simpatica signora con cui ci fermiamo a scambiare due chiacchiere, circondati dai suoi cagnolini e da Camomilla, un tenerissimo agnellino che, come lei ci racconta, è stato rifiutato dalla mamma, ma prontamente adottato dalla signora stessa. Ora vive nel paesino, sempre al seguito della signora in un continuo e tenerissimo belare.

Esterno ed interno della Cappella di San Remigio a Saint Rhemy.

Saint Rhemy

Arriviamo nuovamente, intorno alle 15, al distributore dell’Agip a Saint-Rhemy-en-Bosses. Qui ci aspetta un meraviglioso panino con prosciutto Dop di Bosses e fontina valdostana Dop, una leccornia!

Interno della prosciutteria

Riprendiamo la discesa tra stupendi prati fioriti, intervallati da piccoli paesi in pietra locale in cui troviamo contadini al lavoro nelle loro stalle. Il rumore che sentiamo quando entriamo nei paesi ci fa capire che è proprio l’ora della mungitura, infatti le mucche son tutte già ricoverate all’interno delle stalle.

Intorno alle 18 arriviamo all’hotel Col Serena e qui pernotteremo e ceneremo.

Gustosa zuppa di legumi e crostini

Strudel

Per oggi è tutto, buona notte e a domani!


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