Tappa 9: Vila do Bispo – Cabo de São Vicente – Sagres

Verso la fine del mondo – Sulle tracce dei navigatori

La nona tappa del Fishermen’s Trail conduce verso uno dei luoghi più simbolici d’Europa: il Cabo de São Vicente. Da Vila do Bispo il paesaggio si fa sempre più essenziale e sospeso sull’oceano, fino a raggiungere le grandi scogliere del Capo e proseguire verso Sagres, dove il cammino incontra finalmente la luce calda dell’Algarve meridionale.

INFORMAZIONI TECNICHE
• Distanza: 21,2 km
• Durata media: 6 ore
• Difficoltà: Facile
• Fondo: Altopiano roccioso, sentieri di scogliera, tratti sterrati pianeggianti e brevi sezioni asfaltate verso Sagres.
• Punti di ristoro: Vila do Bispo (partenza), Cabo de São Vicente, a circa 2 km dal Cabo c’è un’area di servizio, Sagres (arrivo).

L’ESPERIENZA: DOVE FINISCE L’EUROPA

Questa è una delle tappe più simboliche dell’intero Fishermen’s Trail. Non soltanto perché conduce al celebre Cabo de São Vicente, ma perché regala quella sensazione rara di trovarsi davvero ai confini del continente europeo.

Partiamo intorno alle 7:20. È una bellissima mattina e, almeno per ora, siamo fortunati: soffia soltanto una leggera brezza che qui sarebbe quasi offensivo chiamare vento.

Lasciamo alle nostre spalle Vila do Bispo mentre il sole sorge esattamente dietro il paese, avvolgendolo in una luce intensa che rende persino difficile scattare una fotografia controluce.

Ci allontaniamo lentamente dall’alloggio pensando che sarà davvero difficile trovare un’altra sistemazione così ben organizzata e accogliente lungo il cammino. 🌅🥾🌿

Il solito canto del gallo accompagna la nostra uscita dal paese, ormai una presenza familiare delle partenze mattutine lungo questo cammino.

Ci inoltriamo su una strada asfaltata che attraversa campi coltivati e piccoli appezzamenti agricoli, con villette ben tenute sparse qua e là nella campagna ancora immersa nella luce morbida del mattino. 🥾🌅🌿

Tre mucche, incuriosite dalla nostra presenza, ci osservano sospettose mentre passiamo accanto ai pascoli ancora immersi nella quiete del mattino.

La strada sale dolcemente lungo l’altopiano della falesia fino a raggiungere i 147 metri di quota, che saranno il punto più alto dell’intera tappa di oggi.

Tutto intorno i campi sono punteggiati di carciofi selvatici che, con il loro intenso colore viola, regalano vivacità al paesaggio e accompagnano il cammino con sorprendenti macchie di colore. 🌿🐄💜

Le lumachine banchettano

Superata sulla destra la casa della guardia forestale, il percorso svolta leggermente a sinistra.

La strada si trasforma ora in una carrareccia ben compatta che attraversa una zona ombreggiata da giovani eucalipti. Il loro profumo intenso accompagna il cammino e gli alberi regalano anche un piacevole riparo dal sole, che per il momento resta ancora molto sopportabile.

Anzi, ieri sera abbiamo persino dovuto indossare una felpa: abbiamo dormito con la trapunta e le finestre chiuse, senza alcun bisogno dell’aria condizionata. Una sensazione quasi sorprendente per essere così a sud, lungo la costa dell’Algarve. 🌿🥾🌤️

Superata la zona degli eucalipti, il paesaggio si apre completamente. Da entrambi i lati della strada si susseguono, a perdita d’occhio, grandi proprietà recintate che probabilmente delimitano pascoli destinati all’allevamento bovino.

A circa 3,5 chilometri dalla partenza, sulla nostra destra, compare il Sagres VOR/DME, un radiofaro utilizzato per la navigazione aerea, presenza insolita e quasi surreale in questo paesaggio rurale e silenzioso.

Ci troviamo ora nel punto più alto della tappa, a circa 147 metri di quota. Da qui il territorio appare vasto, aperto e completamente esposto al cielo e all’Atlantico. 🌾🥾🌤️

Già intorno al quarto chilometro dalla partenza iniziamo a intravedere, dritto davanti a noi in lontananza, il profilo di Capo São Vicente.

Camminiamo su un pianoro vastissimo, aperto e quasi completamente spoglio. Intorno a noi sembra non esserci nulla: né alberi, né case, né rumori. Solo terra, cielo e orizzonte.

Qua e là qualche farfalla svolazza nel silenzio, minuscola presenza viva in questo paesaggio essenziale e immenso. 🦋🌾🌊

A circa 4,7 chilometri dalla partenza entriamo in una zona più arbustiva e leggermente ombreggiata, decisamente meno desertica rispetto al vasto pianoro attraversato poco prima.

Cominciano a comparire dune sabbiose ricoperte di cisto e lentisco, mentre qua e là si vedono piccoli pini bassi, quasi rannicchiati su sé stessi, come se cercassero riparo dai forti venti che normalmente sferzano questa costa per gran parte dell’anno.

Oggi però il paesaggio appare insolitamente tranquillo. Il vento, che qui dovrebbe essere protagonista assoluto, si limita a una brezza leggera, rendendo questa giornata una piccola eccezione lungo l’Atlantico portoghese. 🌿🌬️🌊

Il segnale della Ciclovia

A circa 8,8 chilometri dalla partenza raggiungiamo un incrocio che oltrepassiamo proseguendo dritti.

Da qui la strada si restringe e il fondo diventa leggermente più sabbioso e morbido. Fortunatamente al centro il terreno resta abbastanza compatto e si riesce a camminare senza particolari difficoltà.

Davanti a noi, sempre perfettamente visibile all’orizzonte, ma piccolo piccolo, il faro di Capo São Vicente continua ad accompagnarci come un punto di riferimento costante lungo il cammino. 🌊🥾🏛️

A circa 10,2 chilometri dalla partenza, superato un altro incrocio, il sentiero cambia nuovamente aspetto. Il terreno assume una caratteristica colorazione rosso intensa e diventa una pista di sabbia compatta sulla quale si cammina comunque molto bene.

Ormai ci stiamo avvicinando all’oceano, nel tratto compreso tra Sagres e Capo São Vicente, e si percepisce chiaramente che il mare non è più lontano.

Ai lati del percorso torna protagonista il cisto, rigoglioso e profumato come nei giorni migliori, accompagnato da cespugli di ginepro che resistono alle condizioni estreme di questa costa. Il loro profumo, trasportato dalla brezza, accompagna gli ultimi chilometri verso il capo. 🌿🌊🥾

Al chilometro 11,3 raggiungiamo finalmente la strada statale. Da qui il panorama cambia completamente: siamo affacciati sul versante meridionale del Portogallo, con una nuova prospettiva sulla costa e sull’oceano.

Eureka!

Finora non abbiamo fatto nemmeno una sosta e comincio a sentire tutta la stanchezza accumulata nelle gambe. Così decidiamo di fermarci qualche minuto all’ombra di un ginepro.

Ci sediamo, ci idratiamo con calma e, come ormai è diventato un rituale quotidiano, svuotiamo le scarpe dalla sabbia. Una pausa semplice ma indispensabile, che permette di recuperare energie prima di affrontare gli ultimi chilometri verso Capo São Vicente. 🥾🌿💧🌊

Ripartiamo, ma dopo poche centinaia di metri, sulla destra, troviamo una sorta di area di servizio con bar e punto ristoro.

La tentazione è troppo forte per ignorarla. Mi concedo finalmente il caffè che cercavo dalla mattina, accompagnato da un panino con prosciutto crudo e da una Coca-Cola ben fresca.

Dopo tanti chilometri, la combinazione di caffeina e un po’ di cibo sembra quasi miracolosa. Ci prendiamo il tempo necessario per recuperare le energie, rinfrescarci e riposare qualche minuto all’ombra.

Rifocillati e decisamente più in forma, riprendiamo il cammino con un altro spirito, pronti ad affrontare l’ultimo tratto verso Capo São Vicente. ☕🥪🥤🥾🌊

Oltrepassiamo il Forte de Beliche, una piccola fortificazione costruita nel XVI secolo per difendere questo tratto di costa dagli attacchi dei pirati e delle flotte nemiche. Distrutto dal terremoto del 1755 e successivamente ricostruito, occupa una posizione spettacolare su una scogliera a picco sull’oceano, da cui si controllava l’accesso alle acque circostanti.

Lasciato il forte alle nostre spalle, puntiamo dritti verso il faro di Capo São Vicente, ormai ben visibile davanti a noi. Il percorso segue una larga pista ciclopedonale che corre parallela alla costa, tra arbusti battuti dalla salsedine e panorami sempre più ampi sull’Atlantico.

Con il faro che si fa via via più grande a ogni passo, si percepisce chiaramente che stiamo per raggiungere uno dei luoghi più iconici e simbolici di tutto il cammino. 🌊🥾🏛️🚲

L’arrivo al faro è, devo ammetterlo, un po’ deludente.

Dopo tanti chilometri trascorsi nel silenzio, tra sentieri deserti, vento, profumo di cisto e panorami sconfinati, ci aspettavamo un’atmosfera diversa. Invece l’area è affollata di turisti e circondata da numerose bancarelle: si trova di tutto, dal cibo ai souvenir, fino a oggetti e capi d’abbigliamento che sembrano provenire da un mercato artigianale peruviano.

Il contrasto con la solitudine del cammino è piuttosto forte e spezza un po’ quella sensazione di isolamento e di fine del mondo che avevamo immaginato.

Anche il faro, in realtà, si rivela meno accessibile di quanto pensassimo. Ero convinta che fosse possibile visitarlo, invece si arriva semplicemente al cancello d’ingresso, si scatta la classica fotografia e lì termina l’esperienza. Oltre non si può proseguire.

Resta comunque la soddisfazione di aver raggiunto uno dei luoghi simbolo del Portogallo, ma l’emozione più intensa, almeno per noi, è stata probabilmente il cammino per arrivarci, più che la meta stessa. 🌊🥾📸

Dopo la breve sosta di rito per la fotografia, ripartiamo ripercorrendo a ritroso la pista ciclopedonale.

Camminando, osserviamo come questa costa sia profondamente diversa da quella occidentale percorsa nei giorni precedenti. Qui le falesie si presentano più basse, più scure e con pareti che precipitano verso il mare quasi perfettamente perpendicolari. In alcuni punti ricordano le prue di enormi navi di pietra pronte a salpare verso l’Atlantico.

Anche il mare sembra diverso: meno impetuoso, più raccolto, quasi a segnare il passaggio tra due mondi costieri distinti.

Grazie al cielo, una leggera brezza continua ad accompagnarci lungo questa interminabile pista ciclopedonale, diritta come una linea tracciata sul paesaggio. È un aiuto prezioso, perché in assenza di vento questo lungo tratto asfaltato si trasformerebbe facilmente in una vera fornace sotto il sole dell’Algarve. 🥾🌊☀️🌬️

La Praia do Beliche coi surfisti in attesa dell’onda giusta

Arriviamo al nostro alloggio alle 13:30. La tappa di oggi è stata relativamente breve, ma il sole e i chilometri si fanno comunque sentire.

Dopo i consueti riti del post-tappa — doccia, bucato, sistemazione dello zaino e un po’ di meritato riposo — usciamo per fare due passi in paese e acquistare l’acqua per domani.

Sagres ci appare subito diversa dai piccoli centri attraversati nei giorni precedenti: più vivace, più turistica e decisamente più attrezzata. Notiamo con piacere che qui non sarà difficile trovare un posto dove cenare. Per una volta non dovremo preoccuparci di orari, chiusure anticipate o scarsità di scelta: stasera c’è soltanto l’imbarazzo della scelta.

Mentre il sole comincia lentamente a scendere verso l’oceano, ripensiamo alla giornata appena trascorsa. Abbiamo raggiunto Capo São Vicente, il punto più sud-occidentale d’Europa continentale, camminando tra pianori spazzati dal vento, profumo di cisto, dune e scogliere affacciate sull’Atlantico.

Non è stata la tappa più spettacolare del viaggio, né quella che ci ha emozionato di più. Eppure ci ha regalato qualcosa di diverso: la sensazione di aver raggiunto uno dei luoghi simbolo del Portogallo seguendo i nostri passi, senza fretta, un chilometro alla volta.

Ora ci aspetta una buona cena, qualche ora di riposo e la preparazione della tappa di domani. Le gambe chiedono tregua, ma il cammino continua e anche domattina la sveglia suonerà presto

Buonanotte da Sagres. 🌅🥾🌊🌙🍷

I PUNTI DI INTERESSE DA NON PERDERE
• Il Faro di Cabo de São Vicente: Costruito sulle rovine di un antico convento, possiede uno dei fasci luminosi più potenti d’Europa. È il simbolo del traguardo raggiunto.
• Fortaleza de Beliche: Una piccola fortezza sospesa sulle scogliere, spesso meno affollata del Capo, ma incredibilmente suggestiva.
• Praia do Beliche: Una splendida spiaggia incastonata tra alte pareti di roccia, molto amata dai surfisti locali.
• Fortaleza de Sagres: L’imponente promontorio fortificato che domina il mare e custodisce la famosa Rosa dei Venti.

SAFETY CHECK: A COSA FARE ATTENZIONE

  1. Vento Estremo: Il Cabo è uno dei punti più ventilati del Portogallo. Le raffiche possono essere improvvise e molto forti: necessario rimanere sempre a distanza di sicurezza dal bordo delle scogliere.
  2. Terreno Sconnesso: L’altopiano è spesso composto da roccia calcarea irregolare e appuntita. Attenzione soprattutto nei tratti vicini al Capo.
  3. Nebbia Atlantica: Il promontorio può essere avvolto rapidamente dalla nebbia, riducendo drasticamente la visibilità. In caso di scarsa visibilità restare sul sentiero principale.
  4. Esposizione al Sole: gran parte della tappa è completamente priva di ombra. Portare cappello, crema solare e almeno 1,5 – 2 litri d’acqua.

COSA MANGIARE AL CAPO E A SAGRES
Una volta arrivati al Faro, vale la pena fermarsi al celebre chiosco “Last Bratwurst before America”, diventato una piccola istituzione per chi raggiunge il Capo a piedi.

A Sagres, invece, ci si può finalmente concedere una cena rilassata davanti all’oceano. Da provare le Lulas à Algarvia, una cataplana di pesce oppure semplicemente il pesce del giorno alla griglia accompagnato da una birra Sagres ghiacciata.


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