Tappa 8: Carrapateira – Vila do Bispo

Tra falesie selvagge e oceano infinito

Il penultimo atto che porta verso l’altopiano selvaggio di Vila do Bispo, avvicinandosi sempre di più alla punta estrema dell’Europa.

INFORMAZIONI TECNICHE

• Distanza: 15,7 km

• Durata media: 5 ore

• Difficoltà: Media

• Fondo: Sentieri di scogliera, ampie piste sterrate e sentieri nell’entroterra.

• Punti di ristoro: Carrapateira (partenza), Vila do Bispo (arrivo). Il alta stagione: chiosco sulla spiaggia di Amado.

L’ESPERIENZA: L’ALTOPIANO DEI VENTI

Questa tappa è un viaggio attraverso un paesaggio che sembra sospeso nel tempo. Si lasciano le iconiche dune di Carrapateira per risalire su un vasto altopiano dove la vegetazione si fa bassa e resiliente, piegata dai costanti venti atlantici. È una giornata di grandi spazi aperti e silenzi profondi, dove lo sguardo spazia tra le colline dell’entroterra e le scogliere che tornano a farsi scure e verticali. L’arrivo a Vila do Bispo, un borgo autentico e rurale, fa sentire nel cuore vero dell’Algarve più profondo, lontano dal turismo di massa.

Partiamo alle sette, dopo una colazione veloce ma sostanziosa: uova sode, avocado e abbondante yogurt. Manca però il caffè, e spero davvero di riuscire a trovarne uno lungo il percorso.

Qui è tutto chiuso e, come avevo già accennato ieri sera, la sistemazione di questa notte non è stata esattamente memorabile, per usare un eufemismo.

Lasciare l’alloggio, devo ammetterlo, questa mattina non ci è costato alcuno sforzo. ☕🥾🌅

Il cielo è sereno e l’aria fresca del mattino rende il passo leggero. In lontananza si sente cantare un gallo mentre ci incamminiamo su uno sterrato comodo e compatto che ci porta verso la spiaggia. Intorno a noi tutto è ancora silenzioso e la giornata sembra appena iniziare a respirare. 🌅🥾🌿

Si comincia subito con una discreta salita che porta rapidamente sulla falesia. Alle nostre spalle possiamo ancora salutare il piccolo paese di Carrapateira, che si allontana lentamente mentre guadagniamo quota sopra l’oceano. 🌊🥾🌿

Oggi ritorniamo sull’oceano, tra sabbia, dune e sentieri battuti dal vento. Il paesaggio cambia di nuovo volto: distese sabbiose si alternano a dune ricoperte di arbusti bassi e resistenti, modellati dalla continua presenza dell’Atlantico. Il rumore del mare torna ad accompagnare ogni passo. 🌊🥾🌿

Pontal do Carrapateira

A circa 1,8 chilometri dalla partenza ci immettiamo su una strada asfaltata ampia e ben tenuta che corre lungo il bordo della falesia. Camminiamo paralleli all’oceano, con il rumore delle onde sotto di noi e un venticello che continua ad accompagnare ogni passo lungo questa costa spettacolare. 🌊🥾🌬️

Sulla destra si apre uno splendido panorama sulla Praia do Amado. Oggi, sorprendentemente, non c’è il vento forte che ci ha accompagnati per gran parte del cammino: soltanto una leggera brezza soffia dalla nostra sinistra mentre l’oceano appare insolitamente calmo.

È una situazione che qui deve essere piuttosto rara. Questa costa è famosa proprio per il vento e per le onde atlantiche, e vedere il mare così tranquillo regala al paesaggio un’atmosfera quasi irreale. 🌊☀️🥾

Contrariamente all’Alentejo, dove per lunghi tratti il paesaggio appariva completamente selvaggio e quasi privo di costruzioni, qui iniziano a comparire qua e là villette affacciate sull’oceano.

In lontananza, davanti a noi, si distinguono anche diverse pale eoliche che emergono sulle colline, mosse dalla costante presenza del vento atlantico. 🌬️🌊🏡

Intorno a noi le dune sono ricoperte da una vegetazione bassa e resistente al vento: lentisco, ginepro, l’immancabile fico degli ottentotti e soprattutto tantissime yucche.

In alcuni punti sembrano formare piccoli boschetti, con i loro tronchi corti e ravvicinati che crescono uno accanto all’altro, modellati dal vento e dalla salsedine di questa costa atlantica. 🌿🌾🌊

Yukka

A circa 2,5 chilometri arriviamo al parcheggio della Praia do Amado, già pieno di camper di surfisti arrivati qui probabilmente all’alba.

Qui tutto ruota attorno al surf: scuole con lezioni per principianti e avanzati, noleggi di tavole e mute, piccoli bar frequentati quasi esclusivamente da surfisti e perfino strutture e attrezzature per allenarsi fuori dall’acqua.

Un bar

Allenamento a seccco: Serve ai surfisti per praticare i movimenti tipici del surf (come il carving e il pumping) fuori dall’acqua, utilizzando uno speciale skateboard chiamato surfskate.

Si percepisce subito che questa spiaggia non è soltanto una meta balneare, ma uno dei veri punti di riferimento del surf sulla costa portoghese. 🏄‍♂️🌊🚐

Lasciamo l’asfalto per immetterci su un sentiero sabbioso e morbido che costeggia un fitto canneto. Qui siamo praticamente a livello dell’oceano e il paesaggio cambia ancora una volta, diventando più selvaggio e naturale.

Attraversiamo il letto asciutto di un piccolo ruscello e subito dopo inizia la salita, che ci riporta lentamente verso l’alto della falesia. 🥾🌾🌊

Il sentiero prosegue sul bordo della falesia, con l’oceano che si apre accanto a noi in tutta la sua immensità.

Poco dopo attraversiamo un altro piccolo ruscello e, inevitabilmente, arriva un’altra salita. Questa volta è una vera scarpinata: ripida, faticosa e resa ancora più impegnativa dal fondo sabbioso che fa scivolare i piedi a ogni passo.

Ma una volta guadagnata quota, il panorama ripaga immediatamente tutta la fatica. 🌊🥾⛰️

A circa 4,6 chilometri dalla partenza non vedo più nulla sopra di noi: probabilmente abbiamo finalmente raggiunto la sommità della falesia dopo una bella scarpinata.

Da quassù il panorama si apre completamente e il vento torna a farsi sentire libero, senza ostacoli, ma piacevole, non violento come ieri.

Ci fermiamo qualche minuto per bere, riprendere fiato e lasciare riposare un po’ le gambe prima di ripartire lungo il sentiero costiero. 🌊🥾☀️

La discesa inizia con il panorama sulla spiaggia di Murração.

Il percorso attraversa un tratto roccioso scosceso e impegnativo;

si passa poi sulla spiaggia e si attraversa il relativo torrente, per immettersi infine su un’ampia carrareccia compatta che risale verso la falesia, questa volta più all’interno, alle spalle dell’oceano.

Arrivati finalmente in cima alla falesia, la carrareccia diventa ancora più ampia e compatta.

Tutto intorno a noi si apre il pianoro della falesia, punteggiato da cespugli di ginepro, lentisco e cisto.

Sullo sfondo compare un enorme parco eolico, con un’infinità di pale che girano lentamente spinte dal vento dell’oceano.

Dopo tanti chilometri sotto il sole a picco, seppur accompagnati da un costante venticello, troviamo finalmente un po’ d’ombra tra gli eucalipti, il cui profumo si diffonde tutt’intorno. Ne approfittiamo per fare una breve sosta all’ombra di uno di questi alberi.

Ci rimettiamo in cammino e, poco dopo, a circa 10 km dalla partenza, incrociamo il Sentiero Storico che svolta sulla destra: lo imbocchiamo. Il percorso si restringe leggermente, ma resta ottimo da camminare, con fondo di sabbia compatta.

Entriamo quindi in un bosco di pini, che offre finalmente un po’ di ombra e cambia completamente il paesaggio rispetto alla falesia battuta dal vento.

Intorno ai 10,8 km attraversiamo una zona del bosco dove molti pini sono stati abbattuti, probabilmente da qualche violenta tempesta.

A 11,8 km incrociamo nuovamente il Fishermen’s Trail, che imbocchiamo in direzione Vila do Bispo. Mancano circa 3 km all’arrivo.

Il sentiero corre ora parallelo alla strada statale e, tra i pini, si sente chiaramente il passaggio delle auto che sfrecciano veloci, in contrasto con la quiete del bosco e del cammino.

A circa 13,4 km entriamo brevemente sulla strada statale, ma solo per un tratto molto corto: il sentiero infatti rientra subito nella boscaglia, riportandoci su un fondo più naturale e tranquillo.

Intorno ai 14 km iniziamo finalmente a scorgere Vila do Bispo in lontananza, adagiata sul fondo della valle.

Intorno a mezzogiorno arriviamo a Vila do Bispo.

Facciamo il self check-in in una tipica casetta dell’Algarve. La sistemazione è eccellente: all’interno tutto è perfettamente organizzato e non manca davvero nulla. Riesco subito a fare una lavatrice e a stendere i panni al sole, proprio alla maniera dei locali.

Dopo esserci sistemati usciamo per cercare un posto dove fare un pasto veloce, fare un po’ di spesa e dedicarmi finalmente al blog.

Gianfranco stende
La chiesa di Vila do Bispo
Insolito colore

Siamo quasi alla punta più estrema d’Europa! Manca solo l’ultima, leggendaria tappa verso il Cabo de São Vicente. 

Anche oggi tanti chilometri, vento d’oceano, falesie e sentieri tra pini ed eucalipti. Ora un po’ di meritato riposo.

Buonanotte dall’Algarve ✨

I PUNTI DI INTERESSE DA NON PERDERE

• Pontal da Carrapateira: La tappa inizia percorrendo parte di questo promontorio magico. Le passerelle in legno offrono viste spettacolari su Praia do Amado, paradiso dei surfisti.

• Praia do Amado: Qui il surf non è soltanto uno sport: è quasi un modo di vivere, scandito dal ritmo dell’Atlantico e dal continuo dialogo con le onde. 

• Praia da Murração: Conosciuta come la “Joia Vicentina”, è una spiaggia remota e selvaggia accessibile solo tramite sentieri sterrati. Un luogo perfetto per una sosta contemplativa.

SAFETY CHECK: A COSA FARE ATTENZIONE

1. Esposizione al Vento: Vila do Bispo è nota per essere una delle zone più ventose del Portogallo. Le raffiche possono essere molto forti sull’altopiano; meglio vestirsi a strati e tenere ben saldo il cappello.

2. Orientamento nell’entroterra: Allontanandosi dalla costa, il sentiero si intreccia con diverse piste sterrate usate dai pastori e dai mezzi agricoli. Seguire con molta attenzione i segnavia per non imboccare la strada sbagliata verso le fattorie isolate.

3. Idratazione: Anche se la tappa è più breve della precedente, l’assenza di ombra e il vento, se presente, possono seccare rapidamente la pelle e le mucose. È necessario continuare a bere regolarmente.

COSA MANGIARE A VILA DO BISPO

Siamo arrivati nella capitale gastronomica dei Percebes. Qui si dice che si mangino i migliori di tutto il Portogallo, freschissimi e saporiti. Un’alternativa è la grigliata mista di mare che non delude mai.


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