Tappa 4: Zambujeira do Mar– Odeceixe

Il confine tra due mondi

La quarta tappa del Fishermen’s Trail lascia Zambujeira do Mar seguendo una costa sempre più selvaggia e spettacolare. Il sentiero si snoda tra alte falesie, spiagge nascoste e profumo di macchia mediterranea, regalando alcuni dei panorami più iconici dell’intero cammino.

INFORMAZIONI TECNICHE

• Distanza: 18,5 km

• Durata media: 7 ore

• Difficoltà: Media

• Fondo: Sentieri costieri spettacolari, tratti di sterrato e un finale opzionale sulla spiaggia.

• Punti di ristoro: Azenha do Mar (a circa 9 km dalla partenza). È un piccolo villaggio di pescatori strategico dove si trova un bar e un ristorante molto amato dai camminatori.

L’ESPERIENZA: L’INGRESSO TRIONFALE IN ALGARVE

Questa tappa è il confine magico tra due mondi: si lascia l’Alentejo per entrare ufficialmente nella regione dell’Algarve. Prepararsi a una giornata di contrasti drammatici. Le scogliere qui si fanno ancora più scure e imponenti, con pareti di scisto nero che si tuffano verticalmente nell’oceano schiumoso. Si cammina sospesi tra il cielo e il mare, attraversando piccole valli scavate da corsi d’acqua che creano oasi di verde lussureggiante in un paesaggio dominato dal blu e dal nero.

Partiamo intorno alle 8:45. Il tempo è buono, anche se il cielo è velato da una sottile coltre di nuvole che attenua la luce del sole e rende l’aria particolarmente gradevole per camminare.

Lasciata alle spalle Zambujeira do Mar, costeggiamo la grande spiaggia che si estende ai piedi del paese e, quasi subito, il sentiero inizia a salire lungo la falesia.

La salita è breve ma decisa e, man mano che guadagniamo quota, il panorama si apre alle nostre spalle. Da qui Zambujeira appare in tutta la sua bellezza: le case bianche affacciate sull’oceano, la spiaggia dorata incastonata tra le rocce e il mare che si perde all’orizzonte.

È uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi qualche istante, voltarsi indietro e salutare il luogo appena lasciato, sapendo che da quel punto di vista il paese appare ancora più affascinante di quanto non sembri passeggiando tra le sue strade.

Subito dopo ci addentriamo in una fitta boscaglia. L’aria si riempie ancora una volta del profumo intenso del cisto, una fragranza ormai familiare che accompagna il cammino e rende ogni tratto ancora più piacevole.

Alaterno, originario del Portogallo
Mirto
Il Cisto

Il sentiero sale ripidamente tra gli arbusti e, dopo qualche minuto di fatica, sbuchiamo sulla sommità della falesia. Da quassù lo sguardo può spaziare lontano lungo la costa: un susseguirsi di scogliere, dune e insenature modellate dall’Atlantico, in un panorama che sembra non avere fine.

Poco dopo raggiungiamo la Praia dos Alteirinhos. Vista dall’alto appare come una piccola gemma incastonata tra le rocce, con la sabbia dorata che contrasta con il blu profondo dell’oceano. È uno di quei luoghi che invitano a fermarsi qualche istante per contemplare il paesaggio e lasciarsi conquistare dalla bellezza selvaggia di questa costa.

Subito dopo incontriamo una lunga passerella di legno che scende lungo la falesia con un’infinità di gradini disposti a zig-zag. La discesa è spettacolare e permette di raggiungere il fondo della valletta, dove un piccolo ponticello attraversa il ruscello che sfocia nella Praia dos Alteirinhos.

Una volta arrivati in basso, però, ci attende l’inevitabile contropartita: tutto ciò che abbiamo appena perso in quota dobbiamo riconquistarlo sull’altro versante della falesia.

Il percorso è piuttosto esposto, ma affrontato con calma non presenta particolari difficoltà. Se ce l’ho fatta io, che non amo affatto i lati esposti, può riuscirci chiunque proceda con prudenza e senza fretta.

Piano piano risaliamo fino a raggiungere nuovamente la sommità della costa. Anche qui il paesaggio è dominato da grandi dune ricoperte da una vegetazione bassa e resistente al vento.

Il sentiero si insinua tra profondi tagli naturali scavati nelle dune e il percorso diventa un continuo susseguirsi di salite e discese. Non si tratta di grandi dislivelli, ma la sabbia morbida rende ogni metro più impegnativo di quanto sembri. I piedi affondano, il passo rallenta e la fatica si accumula poco alla volta.

In compenso, il panorama è magnifico: dune ondulate, cespugli modellati dal vento e, sullo sfondo, l’Atlantico che compare e scompare tra le pieghe del paesaggio, accompagnandoci come una presenza costante lungo il cammino.

Thapsia Villosa, originaria del Portogallo

Anche in questo tratto riusciamo a individuare alcuni piccoli sentieri laterali, tracciati ai margini del percorso principale. Qui la sabbia è molto più compatta grazie alle radici della vegetazione che trattengono il terreno e ne limitano lo sfaldamento.

Può sembrare un dettaglio da poco, ma dopo chilometri trascorsi ad affondare nella sabbia soffice, ogni tratto di fondo più stabile diventa un piccolo regalo. Camminare richiede meno sforzo e permette di risparmiare energie preziose, che a fine giornata fanno davvero la differenza.

Entriamo poi in un piccolo bosco di pini. È evidente che questa zona sia più riparata dal vento dell’oceano, perché gli alberi riescono a crescere alti e rigogliosi, cosa piuttosto rara lungo gran parte della costa.

Camminare qui è particolarmente piacevole. L’ombra dei pini offre un gradito sollievo dal sole e l’aria sembra immediatamente più fresca.

Anche il sottobosco è ricco di vegetazione: gli stessi fiori gialli (Eliantemo) che abbiamo incontrato sulle dune continuano a colorare il terreno, mentre qua e là compaiono le immancabili acacie longifoglie, che in questo ambiente protetto riescono a svilupparsi molto meglio che nelle zone più esposte al vento.

Per qualche minuto il paesaggio cambia completamente volto e il Fishermen’s Trail assume quasi l’aspetto di un sentiero forestale, prima di riportarci nuovamente verso le dune e l’oceano.

In prossimità del piccolo abitato di Corvalhal, il sentiero svolta a destra e abbandona il bosco. Lasciamo alle spalle l’ombra dei pini e torniamo nel paesaggio aperto delle dune costiere.

Per un breve tratto il cammino si svolge su una splendida passerella di legno che attraversa la vegetazione senza danneggiarla e permette di avanzare comodamente sopra la sabbia. È un tratto particolarmente piacevole, che offre una bella vista sul paesaggio circostante.

Poco alla volta la passerella ci riporta verso il bordo della falesia. Davanti a noi ricompaiono le dune modellate dal vento, la vegetazione bassa e resistente alla salsedine e, naturalmente, l’oceano, che torna a dominare l’orizzonte con la sua presenza immensa e costante.

Meraviglia delle meraviglie: mentre percorrevamo la passerella abbiamo incontrato un pescatore che stava rientrando dalla sua battuta di pesca.

Portava con sé una borsa piena di camarão appena pescati e, approfittando dell’occasione, ci siamo fermati a scambiare qualche parola. Sono sempre questi incontri inattesi a rendere speciale un viaggio.

Naturalmente non ho resistito alla tentazione di chiedergli informazioni sui percebes, il crostaceo simbolo di questa costa che speravo di vedere raccogliere.

La sua risposta mi ha sorpreso: il mare non era abbastanza calmo per consentirne la raccolta in sicurezza. Mi ha spiegato che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, per pescare i percebes servono condizioni favorevoli; quando il mare è troppo agitato il lavoro diventa estremamente pericoloso e nessuno è disposto a rischiare la vita per raggiungere gli scogli dove crescono.

Mentre parlava, osservavo il suo sorriso sincero e la borsa colma del pescato del giorno. Era uno di quei momenti autentici che raccontano più di tante guide turistiche.

Naturalmente non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di scattare una fotografia. 📸🦐🌊

Terminata la passerella, il paesaggio si apre all’improvviso sulla splendida vista della Praia do Alvorião. Dall’alto della falesia si ammira l’ampia spiaggia incastonata tra le rocce, con l’oceano che si distende fino all’orizzonte.

Da qui il cammino prosegue su un ottimo sentiero: largo, compatto e piacevolmente ondulato, che segue il profilo delle dune senza particolari difficoltà. Dopo tanti tratti di sabbia soffice, è una vera soddisfazione poter mantenere un passo regolare.

Intorno a noi continuano a susseguirsi le dune ricoperte di vegetazione bassa, modellate dal vento e dalla salsedine. E, come ormai accade da giorni, i cisti accompagnano il nostro cammino con i loro delicati fiori e il loro profumo intenso, che ritorna a ogni folata di vento e sembra essere diventato la fragranza ufficiale di questo viaggio. 🌿🌼🌊

Poco dopo ci appare la magnifica Praia di Carvalhal.

Poco dopo, il sentiero cambia nuovamente carattere e inizia una ripida discesa lungo la falesia verso la Praia do Carvalhal. La passerella e i gradini aiutano a perdere quota in sicurezza, fino a raggiungere il fondovalle, dove attraversiamo un piccolo torrente grazie a una comoda passerella di legno.

La discesa vista dal basso, alle mie spalle

Appena oltre il corso d’acqua incontriamo un punto di ristoro dotato anche di servizi igienici. Noi decidiamo di proseguire senza fermarci, ma dal numero di escursionisti seduti ai tavoli e dall’andirivieni di camminatori si capisce subito quanto sia una sosta apprezzata lungo il percorso.

Da qui inizia una salita piuttosto impegnativa che ci riporta sul bordo della falesia. All’inizio il sentiero corre all’interno di un corridoio scavato tra le dune, poi il paesaggio si apre e il terreno cambia nuovamente, trasformandosi in una roccia friabile che mostra evidenti segni di erosione.

Viperina, originaria del Portogallo
Una bellissima Thapsia ancora chiusa

Una volta raggiunta la sommità, compare una sorpresa inattesa: dietro alcune recinzioni si estende un allevamento di lama. Non è certo un incontro che ci si aspetta lungo la costa vicentina e per questo attira subito la nostra attenzione.

Proseguiamo lungo il sentiero, che corre tra la recinzione dell’allevamento da un lato e alte acacie longifoglie dall’altro. Le chiome degli alberi offrono una piacevole ombra intermittente, molto gradita nelle ore più calde della giornata.

Poco più avanti, all’interno della stessa proprietà, notiamo anche alcune grandi capre intentissime a brucare. Sembrano completamente assorbite dal loro pasto e non ci degnano nemmeno di uno sguardo. Mentre noi ci fermiamo a osservarle incuriositi, loro continuano tranquillamente a mangiare, come se il passaggio degli escursionisti fosse la cosa più normale del mondo. 🦙🐐🌿

A circa 5,5 chilometri dalla partenza attraversiamo un breve tratto più umido e ombreggiato. Poco dopo usciamo dal bosco e il paesaggio si apre improvvisamente sulla Praia dos Machados.

Da quassù la vista è magnifica: l’oceano si infrange contro la costa frastagliata e le scogliere si susseguono fino a perdersi all’orizzonte.

Da qui il percorso continua alternando piccoli boschetti e zone aperte, in un continuo cambiamento di scenari. Durante il cammino facciamo anche un altro emozionante incontro: un nuovo nido di cicogna costruito sulla sommità di uno scoglio isolato. Vederlo sospeso sopra il mare, in una posizione apparentemente impossibile, è sempre sorprendente. Ancora una volta rimaniamo affascinati dalla capacità di questi uccelli di scegliere luoghi tanto spettacolari quanto inaccessibili per nidificare.

Il nido è lì, al centro foto

Intorno al settimo chilometro raggiungiamo la zona della casa appartenuta a Amália Rodrigues, affacciata sulla spiaggia che porta il suo nome. A causa dell’instabilità della falesia in questo tratto, il percorso originale è stato deviato e il sentiero è costretto ad aggirare la proprietà attraverso l’entroterra.

La villa Amalia è la sua spiaggia

Per qualche tempo camminiamo con la recinzione della villa da un lato e quella dei terreni agricoli dall’altro. Il contrasto tra il paesaggio naturale della costa e l’intervento umano è particolarmente evidente.

A circa 7,3 chilometri dalla partenza, sulla nostra sinistra, iniziano a comparire grandi serre coperte da teloni bianchi. Si susseguono una dopo l’altra per lunghi tratti, formando una fila apparentemente interminabile. È il volto agricolo di questa regione, meno spettacolare delle falesie e dell’oceano, ma altrettanto importante per comprendere la vita e l’economia di questa parte dell’Alentejo. 🌊🦩🌱

Poi accade una di quelle cose che, dopo giorni di cammino, si imparano a riconoscere ancora prima di vederle.

All’improvviso nell’aria si diffonde un profumo intenso e inconfondibile. Mi basta sentirlo per capire che da qualche parte deve esserci un eucalipto. E infatti, girato l’angolo, eccolo apparire in tutta la sua magnificenza: alto, imponente, con il caratteristico tronco liscio che riflette la luce in sfumature argentate e rossastre.

Dopo tanti chilometri tra dune, cisti e acacie, la sua presenza spicca immediatamente nel paesaggio e regala una piacevole sensazione di freschezza.

Poco più avanti attraversiamo un ponticello che supera il piccolo torrente diretto verso la Praia da Amália. L’acqua scorre lentamente tra la vegetazione prima di raggiungere l’oceano e, per qualche istante, il fragore delle onde lascia spazio al rumore più discreto e rilassante del ruscello che accompagna il nostro passaggio. 🌿🌊🌳

Il sentiero poi torna a essere quello che ormai conosciamo bene: sabbioso, morbido e decisamente faticoso. I piedi affondano a ogni passo e il ritmo rallenta inevitabilmente.

La vegetazione, però, ripaga ampiamente dello sforzo. La macchia mediterranea qui è bassa, compatta e straordinariamente colorata. Tra le specie che dominano il paesaggio spiccano i grandi cuscini gialli di Thapsia, che punteggiano le dune e le falesie come macchie di sole, creando un contrasto magnifico con il blu dell’oceano e il verde degli arbusti.

Malcolmia

A circa 11,2 chilometri dalla partenza raggiungiamo il punto di ristoro della giornata: Azenha do Mar.

Qui ci concediamo una breve pausa in uno dei ristoranti affacciati sul mare. Ordiniamo un “panino”, anche se chiamarlo così è decisamente riduttivo. Più che un panino, sarebbe corretto definirlo un panone: enorme, ben farcito e più che sufficiente per ricaricare le energie dopo tanti chilometri di cammino.

Alle 13:05 ripartiamo.

Il sentiero scende immediatamente lungo una bella passerella di legno che perde quota fino quasi al livello del mare. Da lassù la vista è splendida e permette di osservare da vicino uno degli angoli più caratteristici di questa costa.

In fondo alla discesa si trova il piccolo porticciolo di Azenha do Mar, raccolto e protetto dalle rocce. Le barche dei pescatori riposano al sicuro all’interno della minuscola insenatura, mentre l’oceano continua il suo lavoro incessante poco oltre l’imboccatura del porto.

Naturalmente, come spesso accade sul Fishermen’s Trail, alla discesa segue quasi subito la risalita. E così, dopo aver ammirato il mare da vicino, ci prepariamo a guadagnare nuovamente quota per proseguire verso la meta della giornata. 🌊🥾☀️

Il sentiero ora si è fatto di sabbia morbida e, come prevedibile, faticosa da percorrere.

Intorno alle 14:10 ci fermiamo in un punto panoramico per osservare la spiaggia di Odeceixe e i numerosi nidi di cicogna bianca sugli scogli. Ne approfittiamo per idratarci, svuotare le scarpe dalla sabbia e concedere un po’ di riposo alle spalle, godendoci la frescura del venticello che arriva dall’oceano.

Poco dopo riprendiamo il cammino. Il panorama si apre sulla Praia de Odeceixe, con la sua splendida spiaggia bianca alla foce del fiume. Il sentiero prosegue all’interno di una fresca galleria di pini; siamo ancora in alto sulla falesia, a circa 65 metri di altitudine, ma presto dovremo scendere per raggiungere il livello del fiume.

La discesa è rapida, lungo un sentiero sassoso che conduce direttamente verso il Rio Seixe. Da qui si possono osservare i bagnanti lungo la riva. Il percorso svolta poi bruscamente a sinistra e segue il corso del fiume su una carreggiata ben compatta, ma completamente esposta al sole.

Quando mancano circa 3,5 chilometri alla destinazione, la strada diventa asfaltata. Per fortuna continua a soffiare una leggera brezza che rende la camminata più sopportabile. L’arrivo a Odeceixe, però, è stato faticosissimo: vuoi per la stanchezza accumulata, vuoi per il caldo che, allontanandosi dal mare, si faceva sempre più intenso. Sono arrivata distrutta.

Arrivati!

Subito dopo il check-in, una doccia e tutte le consuete attività del dopo camminata. Alloggiamo in un accogliente appartamento e, con mio grande stupore, nel cortile interno ho scoperto un albero di stella di Natale: non una piantina in vaso, ma un vero e proprio albero, grande e in piena fioritura.

Anche per oggi è arrivata l’ora di dormire.

Buona notte.

I PUNTI DI INTERESSE DA NON PERDERE

• Azenha do Mar: Un minuscolo borgo incastonato tra le rocce. D’obbligo fermarsi a guardare le barche dei pescatori tirate in secca con le gru: un’immagine che racconta la fatica e la poesia di questa costa.

• Ponta em Branco: È forse il punto panoramico più emozionante di tutto il Fishermen’s Trail. Da qui si vede per la prima volta dall’alto la spiaggia di Odeceixe, una mezzaluna di sabbia bianchissima dove il fiume Seixe incontra l’oceano in un abbraccio perfetto.

• La spiaggia di Odeceixe: Una delle più belle del Portogallo. Alla fine della tappa, se la marea lo permette, si può camminare sulla sabbia per raggiungere il borgo.

SAFETY CHECK: A COSA FARE ATTENZIONE

1. Discese e risalite: Lungo il percorso si incontrano diverse “valli” (lineas de agua). Le discese verso il fondo valle e le successive risalite possono essere ripide e scivolose, specialmente se il terreno è umido. Usare i bastoncini per non affaticare le ginocchia.

2. Scogliere esposte: In questa tappa il sentiero si avvicina molto al bordo in diversi punti. Con raffiche di vento forte, mantenersi sempre verso l’interno della traccia.

3. Marea e fiume Seixe: Quando si arriva alla foce del fiume a Odeceixe, se c’è l’alta marea non si può attraversare la spiaggia a piedi per raggiungere il paese. In quel caso, si dovrà percorrere la strada asfaltata (circa 3 km) per arrivare in centro.

COSA MANGIARE A ODECEIXE

Siamo nella patria della Batata Doce (patata dolce). Si può provarla in tutte le sue varianti: nei piatti di carne di maiale, come contorno o nei dolci tipici del posto. Per cena, si può festeggiare l’arrivo in Algarve: ordinare una Cataplana de Marisco (uno stufato di frutti di mare cucinato in una tipica pentola di rame) o del pesce spada alla griglia


Leave a comment