Tappa 12: Mortara-Garlasco 23,7 km

Stamattina, nebbia! Lasciata la confortevole casa ed i suoi gentili proprietari, ci siamo immersi nella nebbia mattinale insieme ad assonnati bambini accompagnati dalle loro mamme a scuola, un bell’edificio degli anni ‘30, vicino al nostro B&B.

Come per magia, in soli 5 minuti la nebbia si è dissolta lasciando il posto ad una timida foschia.

Il cielo è coperto, ma il sole riesce ad attraversare le nuvole coi suoi caldi raggi di stagione. È giugno e tutti quelli coi quali parliamo di clima ci dicono che siamo fortunati perché dovrebbe fare molto più caldo e dovrebbero esserci molte più zanzare di quelle che ci sono e a me sembra siano già numerose.

All’uscita del paese, il sentiero costeggia dei campi pronti ad ospitare le risaie. La terra è livellata perfettamente e si intravvedono i piccoli canali da cui scolerà l’acqua quando sarà necessario.

All’uscita da Mortara si incontra l’Abbazia di Sant’Albino, opera architettonica dalle belle linee romaniche con poche aggiunte rinascimentali. Purtroppo è chiusa e possiamo solo immaginare la bellezza del suo interno.

Attraversiamo un bel bosco di pioppi

ed è proprio qui che incontriamo due ragazze che fanno jogging e, mentre ci sorpassano, oltre a salutarci, ci dicono che quella non è la Francigena. Io ero sicura che lo fosse, sempre grazie alle mie tracce su Maps.me. Dopo un breve chiarimento, ammettono di essersi sbagliate, si scusano e continuano la loro corsa, ma io rifletto sulla loro incoscienza e superficialità. Se al mio posto ci fosse stata una persona col “cartaceo”, sarebbe andata in confusione e magari sarebbe tornata indietro ed avrebbe aumentato notevolmente i chilometri della tappa.

Le due ragazze che se ne vanno…

Vediamo in lontananza diversi uomini al lavoro sui loro grandi macchinari che sembrano diversi da quelli visti finora. E infatti, arrivati al ponte sul canale Quintino Sella vediamo cinque barche in fila con cinque uomini che le manovrano e uno che da terra manovra un grosso mezzo con un braccio che ha all’estremità una specie di grande rastrello. Mi spiegano che stanno tagliando, con delle frese sotto le barche, le erbacce che crescono nel canale e il grande rastrello le raccoglie sfruttando la corrente.

Attraversata la provinciale, in poco tempo si arriva a Remondò, un piccolo paese di cui si scorge però, già in lontananza, un grande cimitero con importanti cappelle e grandi lapidi, anche questo è indubbiamente segno, anche se un po’ lugubre, del benessere di queste zone.

Nel paese c’è un bar! Sempre sorpresi di vederne uno, immediatamente entriamo, senza aver prima cercato di sbattere alla bell’e meglio gli scarponi inzaccherati.

Un ottimo cappuccino e caffè ci hanno ridato energia.

Poco dopo la piazzetta centrale del paese, troviamo miracolosamente aperta la parrocchia di Santa Margherita con begli affreschi al suo interno.

Riprendiamo il cammino e sopra le nostre teste sfreccia un caccia col suo potente rumore. Contemporaneamente, mentre son presa dal camminare e far foto, mi imbatto in un paio di “signorine in vendita”. Ho un momento di sconforto e poi mi lascio riaccogliere tra le braccia della natura. Attraversiamo la provinciale, proprio quella su cui si affacciano i clienti delle signorine, e ci rituffiamo nelle risaie coi canali che accompagnano il nostro cammino rinfrescando l’aria. Un’enorme quercia si erge solitaria tra le risaie offrendoci un po’ d’ombra e ristoro.

Oltrepassiamo la Cascina Rovello dove, come nelle altre cascine già viste, si osservano i segni di un passato in cui a dominare il paesaggio erano le mondine.

Di buon passo arriviamo a Tromello che accoglie il pellegrino con belle case a schiera che si affacciano sulla campagna assolata. A queste di susseguono villette ben tenute e con bei giardini intorno. Finalmente un’amministrazione comunale che rispetta i cittadini, penso!

Abbiamo bisogno di riposarci prima di affrontare l’ultimo tratto di circa sei chilometri. Sulla piazza del paese troviamo un bar con tavolini all’aperto, alcuni sono occupati dai soliti pensionati arzilli ai quali faccio i complimenti per come è tenuto il paese, loro anche se in modo burlone, mi fanno capire di apprezzare i miei complimenti e subito mandano a chiamare il responsabile della Via Francigena locale, che arriva su una bella bicicletta “vintage”, dipinta coi colori della bandiera italiana. Con un bel sorriso, ci chiede le credenziali, scompare poi con la sua bicicletta e riappare dopo poco con credenziali timbrate e un bel pin di ricordo.

Mentre usciamo dal paese scattiamo alcune foto.

Il seicentesco palazzo Brielli Castiglione

Ci rimettiamo in cammino sotto un sole cocente. Poco prima di incrociare di nuovo il canale Quintino Sella, incontro un contadino su un mezzo agricolo mai visto. Capisco poi, dopo una specie di “interrogatorio” che gli faccio, che quel macchinario serve ad entrare nelle risaie senza rovinarne le piantine. Gli faccio poi varie domande sulla coltivazione del riso e lui, molto cortesemente, scende dal “mostro” e risponde a tutte le mie curiosità.

Lascio, ringraziandolo, il giovane contadino col “mostro” e mi incammino di fianco al canale Quintino Sella che con la sua presenza offre un minimo refrigerio dalla calura.

Garlasco lo si intravede da lontano. A sinistra, l’immancabile zona industriale e a destra, l’immancabile grande cimitero con alte mura a protezione delle importanti tombe dei locali.

Prima di arrivare nel centro di Garlasco, troviamo un bar in cui riposarci e bere una bibita fresca.

Facciamo l’ultimo sforzo per terminare la tappa. Mentre cammino, sento ancora , come ieri a Mortara, quel meraviglioso profumo e finalmente capisco da dove proviene: dai tantissimi tigli che abbelliscono i viali.

Arriviamo sulla bella piazza ottocentesca

su cui affaccia la chiesa di San Rocco, entriamo sperando in un bel timbro per le nostre credenziali, ma ci dobbiamo solo accontentare di vederne l’interno.

Il timbro sarà quello dell’albergo in cui pernottiamo: l’hotel “I Diamanti”.

Decidiamo di cenare vicino all’albergo per poter essere presto in camera e riposare prima possibile. Domani avremo una tappa lunga.

La cena è stata a base di pizza e dolcetto.

Pizza capricciosa con farina integrale

Crema catalana

Buona notte a tutti. 🤗


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