Day 23: Rubiães-Tui 24.5 km

English version below 🙂

Day 23_21 giugno 2016
Rubiães-Tui
Km. 24,5
Km. percorsi 532,9

Come previsto, la notte nell’albergue è stata pessima. Caldo insopportabile (ovviamente, no A/C, il pellegrino deve soffrire), luna piena proprio davanti alla nostra finestra senza tende, porte scricchiolanti, pavimento tale quale, bagno unico per almeno dieci persone, con carta igienica prevista per due (i proprietari dell’albergue scompaiono al tramonto). Ho dovuto dar fondo alla mia attenta scorta di fazzoletti, attenta perché su questo cammino si incontrano pochissimi negozi, soddisfare qualsiasi necessità è un’impresa che richiede programmazione…, rimarrò senza fazzoletti!

Con enorme gioia, alle sei usciamo dall’albergue e a pieni polmoni respiriamo aria fresca e tiriamo un sospiro di sollievo. È fatta, primo e ultimo albergue di questo cammino.

Per fare colazione dobbiamo camminare per due chilometri e mezzo fino al ristorante dove ieri sera abbiamo cenato (accompagnati in macchina dal proprietario dell’albergue).

Appena partiti, attraversiamo un ponte romano sul rio Coura. Percorriamo un acciottolato in salita che si addentra in un bosco. Negli sprazzi aperti della vegetazione, si intravvedono ampi pascoli su cui si proiettano le ombre lunghe degli alberi e di qualche mucca coi suoi vitelli.

Ogni tanto il sentiero lascia spazio a piccoli paesi dalle belle casette in pietra. La chiesetta e il lavatoio sono sempre presenti.

Troviamo dei bar dove riusciamo a rifocillarci un paio di volte e conservare così le nostre scorte idriche. Oggi fa molto caldo e la lieve brezza che ci accompagna normalmente, ha deciso di cambiare strada.

Incontriamo molti pellegrini, ma per ora sono solo pellegrini partiti da Porto. Provo sempre tenerezza quando incontro un pellegrino con la mappa appesa al collo, ben protetta dalla busta di plastica, e un pesante libro-guida tra le mani. Ed è sempre con ritrosia che mostro e descrivo la mia tecnologia a quelle persone, perché è come se loro avessero uno svantaggio rispetto a me. Forse è anche per questo che il mio zaino è leggero, io non ho libri o mappe con me, ho tutto nel telefono.

A circa 12 km dalla partenza, sempre nel bosco, intravvediamo persone arrampicate su alberi di sughero. Ci incuriosiscono e li osserviamo decorticarne uno, cioè separare la corteccia dal tronco. Facciamo loro qualche domanda sulla decortica che, come ci spiegano, è un’operazione effettuata ogni 15 anni circa. Ci augurano un buon cammino e ritorniamo sui nostri passi.

IMG_5148

Dopo poco, incontriamo una ragazza giapponese con un buon passo. È sola, ci salutiamo con uno scambio di sorrisi e io non posso fare a meno di osservare il suo abbigliamento tutto nero, con fuseaux pesanti, giacca a vento, pantaloni sopra i fuseaux. È una giornata caldissima ed il sole brucia, non riesco neanche ad immaginare la mia sofferenza se fossi vestita così. Eppure, lei sembrava stare bene, camminava spedita e sorrideva. Chissà che segreto nasconde!

Quando siamo ormai vicini all’urbanizzazione di Valença, ma ancora nel bosco, attraversiamo un altro ponte romano, il Ponte da Pereira.

Dopo circa 15 chilometri e mezzo dalla partenza usciamo definitivamente dal bosco per entrare in una zona urbanizzata, con un susseguirsi di centri abitati che ci porterà fino a Tui.

L’ingresso a Valença su un bel viale di aceri è come sempre perfettamente lastricato. La piccola città fortificata costruita già dai romani su una collina affacciata sul grande rio Minho, è oggi il bellissimo centro storico della città. Gironzoliamo tra i vicoli e visitiamo le fortificazioni.

La canicola è insopportabile. Attraversiamo il grande ponte di ferro sul Minho e subito siamo nel centro storico di Tui. Città di impianto medievale con uno stupendo centro storico, tanti bei palazzi del ‘500/700. Facciano apporre il timbro della cattedrale sulle credenziali.

Oggi alloggiamo in un bell’albergo in un palazzo del ‘700 restaurato perfettamente.

Domani, partenza prima dell’alba.


English version 🙂

Day 23_21 June 2016
Rubiães-Tui
24.5 km
Km. 532.9 along the way

As expected, the night in the albergue was bad. The heat was unbearable (of course, no A / C… the pilgrim has to suffer), there was a full moon right in front of our windows and no curtains, creaky doors, a single bathroom for at least ten people, with toilet paper for two (the owners of the albergue disappear at sunset). I had to use my careful stock of handkerchiefs, precious because along the path you meet very few shops and there is the need to stock up of the basics…. but I will have to remain without handkerchiefs!

With great joy, we leave at six from the albergue and take in a deep breath of fresh air. It’s done: first and last albergue of this journey.

For breakfast we have to walk for two and a half kilometers to the restaurant where we had dinner last night (last night we went by car driven by the owner of the albergue).

As soon as we leave, we cross a Roman bridge over the Rio Coura. We follow an uphill cobbled road until we enter a wood. The landscape opens up to vegetation, large pastures on which are projected the long shadows of the trees and a few cows with theirs calves.

Sometimes the trail gives way to small villages with beautiful stone houses. A church and the wash are always present.

We find a bar where we can freshen up and refill our water supplies. Today it’s hot and the slight breeze that usually accompanies us, has decided to change direction.

We meet many pilgrims, but for now these are just pilgrims who started from Porto. I always feel tenderness when I meet a pilgrim with a map hanging on their neck, well protected with the plastic bag, and a heavy guidebook in their hands. And it is always with reluctance that I describe my technology to those people because it is as if they had a disadvantage compared to me. Perhaps it is for this reason that my backpack is light, I have no books nor maps with me, I have everything in my phone.

At about 12 km from the start, still in woods, I start seeing people climbing up cork trees. We are curious and observe them removing the bark from the trees. We ask them some questions and find out this is something that they do every 15 years – remove the bark from the corck trees. We really came at the right time! They wish us a good journey and we continue on our steps.

After a while, we meet a Japanese girl with a good step. She is alone, we salute her with an exchange of smiles and I can not help but observe her clothing because it’s all black, with heavy leggings, jacket, pants over leggings. It’s a hot day and the sun burns, I can not even imagine my suffering if I was dressed like that. Yet, she seemed fine, walking and smiling. Who knows what secret she is hiding!

When we come close to the urbanization of Valença, but are still in the woods, we cross another Roman bridge, the da Pereira bridge.

After about 15 and a half kilometers from the start we get out of the woods to finally enter an urbanized area, with a succession of towns that will take us up to Tui.

The entrance to Valença is along a beautiful avenue of maples, and like always, is perfectly paved. The small fortified city built by the Romans on a hill overlooking the big rio Minho, is today the beautiful historic city center. We stroll through the narrow streets and visit the fortifications.

The heat wave is unbearable. We cross the great iron bridge over the Minho and soon after we reach the historic center of Tui. This a medieval town with a beautiful old town, many beautiful buildings from the ‘500/700. We place our stamps on the credentials of the cathedral.

Today we are staying in a nice hotel in a palace from the ‘700, completely restored.

Tomorrow, we are going to start before dawn.


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