Day 16: São João da Madeira-Espinho 24km

English version below 🙂

Day 16_14 giugno 2016
São João da Madeira-Espinho
Km. 24
Km. percorsi 399,3

Dopo una buona colazione in albergo, partiamo alla volta dell’oceano. Abbiamo deciso di fare una sosta intermedia tra São João da Madeira e Porto, perché la tappa prevista dal cammino è di circa quaranta chilometri, troppo lunga. Ci dirigiamo perciò, non più verso nord, ma verso nord-ovest, a Espinho e da qui, verso nord, a Porto. Faremo così due tappe “sopportabili” e, nota piacevole, vedremo l’oceano.

Tutta la tappa si svolge in zone urbanizzate sulla statale N109-4, ma camminiamo quasi sempre su marciapiedi lastricati. L’unica eccezione è stato il tratto all’interno di un fitto bosco, appena fuori São João da Madeira.

I punti di ristoro che si incontrano sulla via sono molti, il percorso è senza difficoltà.

Arriviamo intorno alle nove a Santa Maria da Feira, una bella e ricca cittadina, famosa per il
suo castello medievale (purtroppo apriva troppo tardi per poterlo visitare) che è stato residenza, anche se per poco tempo, del primo re del Portogallo, Alfonso I. Altra meraviglia della città, è il Convento e il Museo dos Loios, edifici della seconda metà del ‘500, eretti su iniziativa dei conti da Feira.

Il resto del percorso di oggi è un susseguirsi di belle ville dai giardini curati e colorati. Solo raramente si incontrano piccole casette, sul ciglio della strada, abbandonate o fatiscenti, a volte in vendita.

Ci fermiamo in un bar per mangiare una deliziosa “Francesinha” (un ricco hamburger) con patate fritte. L’allegro proprietario, quando scopre che siamo Italiani, inizia a decantare le tagliatelle che, proprio in quel momento, sta cucinando per sé e, per dimostrarci come sappia scegliere buoni prodotti italiani, ci mostra una scatola di pasta Barilla, quella che lui usa abitualmente. Avessimo saputo prima di questa sua abilità, forse avremmo ordinato un bel piatto di pasta, peccato!

Dopo esserci ben rifocillati, ci rimettiamo in cammino con buona gamba e a circa quattro chilometri dall’arrivo, appena usciamo da una curva e buttiamo lo sguardo verso ovest, con enorme felicità, scorgiamo l’oceano. Da quel momento non lo perdiamo più di vista.

Arriviamo all’albergo percorrendo tutto il lungomare. Con grande sorpresa, mi accorgo che, nonostante ci sia la stazione ferroviaria, non ci sono le rotaie e scopro che sono sotterranee, come quelle di una metropolitana. Per una cittadina di mare, è sicuramente una brillante idea che elimina tutti i tipici problemi della ferrovia vicino alla spiaggia: difficoltà di attraversamento dei binari, pericolosità, rumore.

Purtroppo lo skyline di questa città è stato violentato da edifici dalle altezze le più diverse. L’estetica è discutibile. Gli stili sono…affastellati (non saprei trovare un termine migliore). Le foto descrivono perfettamente quello che le parole non dicono.

È enorme il contrasto tra il Portogallo visto finora, così ordinato, rispettoso della storia e degli stili, e questa cittadina in cui Saramago non volle fermarsi, accontentandosi di contemplare da lontano la spiaggia deserta, le onde accavallarsi, la schiuma trascinata dal vento in pulviscolo.

Con questi pensieri e considerazioni, ci rechiamo in un bel ristorante sulla spiaggia, di fianco all’albergo. Troviamo un simpatico cameriere che, in un italiano stentato, ci consiglia un piatto di spaghetti con gamberi e vongole. Noi, memori delle tagliatelle “mancate” a mezzogiorno, senza dubbio alcuno, accettiamo il consiglio. Erano eccellenti!

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English version! 🙂

Day 16_14 June 2016
São João da Madeira-Espinho
24 km
Km. 399.3 along the way

After a good breakfast at the hotel, we start walking towards the ocean. We decided to break the route between São João da Madeira and Porto since it was too long: 40km without sleeping facilities. We therefore head, not to the north, but towards the northwest, to Espinho, and from there we will walk to the north, towards Porto. We will so walk two stages which will be more “bearable” and, on a pleasant note, we will see the ocean.

The entire route today takes place in urban areas on the road N109-4 and we almost always walk on paved sidewalks. The only exception was a stretch inside a dense forest, just outside of São João da Madeira.

There are many places where we can stop and eat, so the route today isn’t challenging.

We arrive around nine o’clock in Santa Maria da Feira, a rich and beautiful town, famous for
its medieval castle (unfortunately it opens too late for us to visit it) which was home, even for a short time, to the first king of Portugal, Alfonso I. Another marvel of the city, is the Convent and the dos Loios Museum, buildings frm the second half of the ‘sixtheenth century, built by will of the Feira counts.

The rest of the route is a succession of beautiful villas with manicured and colorful gardens. We sometimes also see small houses, on the roadside, abandoned or dilapidated and sometimes for sale.

We stop at a bar to eat a delicious “Francesinha” (a rich burger) with fries. The cheerful owner, as soon as he finds out we are Italians, beings to drain the tagliatelle he is cooking for himself and, to pride himself of his knowledge of good Italian products, he shows us a box of pasta Barilla, the one he uses habitually. Had we known before about this, maybe we would have ordered a nice plate of pasta. What a pity!

After we ate well, we resumed our journey with a good leg and with about four kilometers to go. As soon as we pass a curve and throw our gaze to the west, with great happiness, we see the ocean. From this moment on, we do not lose that view anymore.

We arrive to the hotel on the waterfront. With great surprise, I realize that, although there is the train station, there are no railtracks, and I find that they are underground, like those of a subway. For a seaside town, it is definitely a brilliant idea that eliminates all the typical problems of the railway near the beach: the difficulty of crossing the tracks, danger, noise etc.

Unfortunately the skyline of this city has been tortured by buildings with the most different heights. Aesthetics is questionable here. Styles are bundled … (I could not find a better term). Photos perfectly describe what words do not say.

The contrast between the Portugal we have seen so far, so orderly, respectful of history and styles, and this town is huge. He is where Saramago didn’t stop, happy enough to contemplate from afar the deserted beach, the overlapping waves, the foam driven by the wind becoming dust .

With these thoughts in mind, we go to a nice restaurant on the beach, beside the hotel. We find a friendly waiter who, in broken Italian, recommends us a plate of spaghetti with shrimps and clams. We, mindful of the missed tagliatelle at noon, without any doubt, accept the advice. They were excellent!


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