Day 6: Minde-Fatima 17.9 km

English version below 🙂

4 giugno 2016
Minde-Fatima
Km. 17,9
Sole

Appena partiti, si sale e si entra in un sentiero ampio, in terra battuta, ma immediatamente si restringe e diventa sassoso. Si inizia a vedere qualche conchiglia simbolo del cammino di Santiago, finora abbiamo visto solo frecce.
Il sentiero sbuca nel paesino di Covão do Coelho, a circa un chilometro e tre dalla partenza. Qui inizia la strada asfaltata. Si continua a salire e dopo poco si entra in un sentiero ampio, ma sassoso.

Il paesaggio è incantevole. Tutt’intorno, un sottobosco di arbusti dalle infinite sfumature di verde e dalle mille proprietà. Qua e là eucalipti, ulivi, pini, querce. All’orizzonte si scorgono gigantesche pale eoliche e se ne percepisce il rumore.
A quattro chilometri dalla partenza siamo su un altopiano; il sentiero spiana, diventa ampio e agevole. Gli eucalipti hanno dovuto lasciare il dominio del panorama alle pale eoliche che qui troneggiano. Non c’è presenza umana. Siamo soli.
Dopo otto chilometri di foresta, un paesino. Pochi contadini intenti al lavoro dei campi e un cane che abbaia al nostro passaggio.

Attraversiamo una zona residenziale le cui belle villette indicano che la fortuna economica legata a Fatima, è arrivata fin qui.

Il sentiero riprende nel bosco, sempre sull’altopiano a circa 400 mt. di altitudine.

Attraversiamo una bella piantagione di giovani eucalipti con le loro foglie argentee e quasi paffutelle come le gote di un bimbo; giovani piante che poi si slanciano come un adolescente in crescita, fino a raggiungere i genitori troneggianti nel bosco.

La vegetazione si fa sempre più fitta, dominata da grandi pini; gli arbusti del sottobosco hanno ceduto il posto alle felci che amano la penombra. È un camminare piacevole, si intravvede l’intenso blu del cielo attraverso la fitta vegetazione; il sole c’è, ma il suo calore è filtrato dalle piante.

A circa undici chilometri dalla partenza ritroviamo l’asfalto. No traffico. Un cartello stradale ci avverte di essere nel paese di Crespo, ma non vedo segni di vita, né segni di urbanizzazione.

A quattro chilometri dall’arrivo inizia la discesa fino a Fatima. Le villette che incontriamo sono molto grandi ed eleganti. Si capisce che Fatima ha portato fortuna ai suoi abitanti.

Al primo ristorante che incontriamo ci fermiamo per un meritato pasto. Scelgo le lasagne. Sono un’inguaribile amante della cucina italiana. Erano buone anche se troppo condite.

Ripartiamo per l’albergo, attraversando la cittadina. Un susseguirsi di negozi di souvenir caratterizza la via dello shopping. L’atmosfera è vivace e dominata dai vecchietti che con gite di gruppo vengono a visitare Fatima. Noto la scarsa presenza dei giovani.

Dopo le operazioni di rito all’arrivo in albergo, e dopo aver riposato un po’, partiamo alla volta della basilica.

L’area su cui sorge è enorme. Da un lato c’è la basilica e dall’altro la chiesa della Santissima Trinità. Al centro, la cappella delle apparizioni. Dal punto di vista artistico, la basilica è, direi, stanca, non rappresenta certo un capolavoro. Al contrario, la chiesa della Santissima Trinità è un ottimo lavoro architettonico: un gigantesco cilindro col tetto piatto e senza pilastri o colonne all’interno. Il peso del tetto è scaricato su due enormi travi che corrono sul soffitto e finiscono all’esterno su due colonne, anche quelle enormi. Una soluzione architettonica geniale.

I pellegrini erano tantissimi e molti percorrevano, per penitenza, in ginocchio un percorso apposito. Altri portavano a bruciare enormi ceri nel forno apposito da cui saliva un acre fumo nero. Molti ancora erano raccolti in preghiera nella cappella delle apparizioni.

Dopo aver assistito alla messa nella chiesa della Santissima Trinità, ci siamo recati presso gli uffici della basilica, moderni e ben organizzati, per il timbro sulle credenziali.

Domani ci alzeremo molto presto, ci aspetta una tappa lunga e faticosa.


English version! 🙂

June 4, 2016
Minde-Fatima
17.9 km
Sunny

Once departed, the way goes up and into a wide dirt path that soon after shrinks and becomes stony. We started seeing some shell symbols of the Santiago route, so far we have only seen arrows signs.
The path reaches the village of Covão do Coelho, about one kilometer and three from departing. From here starts the paved road. It continues to rise and after a while we get into a wide path, but still stony.

The scenery is lovely. All around, an undergrowth of shrubs with infinite shades of green and a thousand varieties. Here and there, eucalyptus, olive trees, pines, oaks. On the horizon you can see giant wind turbines and we hear their noise.
Four kilometers from the start, we are get on a plateau; the path becomes wider and smoother. The eucalyptus trees had to leave the domain of the landscape to wind turbines that are now dominant. There is no human presence. We are alone.
After eight kilometers of forest, a small village. Few peasants intent to work in the fields and a dog barks as we pass.

We cross a residential area whose beautiful houses indicate that the economic fortune linked to Fatima, got this far.

The trail continues in the forest, always on the plateau about 400 meters above sea level.

We cross a beautiful plantation of young eucalyptus trees with their silvery leaves almost as plump as cheeks of a child, they then rush up like a growing teenager, towering up to the parents in the woods.

The vegetation becomes increasingly dense, dominated by big pines; the undergrowth of shrubs gives way to the ferns who love twilight. It is a pleasant walk, one can see the deep blue of the sky through the dense vegetation; the sun is there, but its heat is filtered by the plants.

At about eleven kilometers from the start we get the asphalt. No traffic. A road sign warns us to be in the country of Crespo, but I see no signs of life nor signs of urbanization.

Four kilometers from the arrival starts the descent to Fatima. The villas we meet are very large and elegant. You understand that Fatima has brought luck to its inhabitants.

We stop for a well deserved meal at the first restaurant we see. I choose the lasagna. I have an incurable love for Italian cuisine. They were good although too seasoned.

We leave for the hotel, crossing the town. A succession of souvenir shops on the shopping street. The atmosphere is lively and dominated by old men that with group trips come to visit Fatima. I note the little amount of young people.

After the usual arrival operations at the hotel, and after resting a bit, we visit the basilica.

The area on which it stands is huge. There is the basilica and the Holy Trinity church. At the center, the Chapel of Apparitions. From the artistic point of view, the basilica is, I would say, tired-looking and is hardly a masterpiece. On the contrary, the Holy Trinity Church is a great architectural work: a giant cylinder with a flat roof and no pillars or columns inside. The weight of the roof is on two huge beams running across the ceiling and ending up on the outside on two columns, also huge ones. An ingenious architectural solution.

The pilgrims were really many, and many, in penance, were “walking” a special path on their knees. Others carried enormous candles to burn in a special oven that produced an acrid black smoke. Many were gathered in prayer in the chapel of the apparitions.

After attending the mass at the Holy Trinity church, we went to the offices of the basilica, modern and well organized, for the stamp on the credentials.

Tomorrow we will get up very early as we expect a long and difficult path.


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