Day 4: Santarem-Arneiro das Milhariças 24.4 km

English version below 🙂

2 giugno 2016
Santarem-Arneiro das Milhariças
Km. 24,4

Eravamo nell’unico hotel nel centro della cittadina, un hotel a due stelle. La colazione era sufficiente, in una saletta che abbiamo condiviso con tanti piccoli gruppi di operai evidentemente in trasferta. Erano tutti in tuta da lavoro, in base alla società di appartenenza, chi di colore rosso, chi blu, chi grigio…, ma solo uomini. Mi sentivo quasi fuori posto.

Siamo partiti presto, ma avevamo bisogno di una scorta d’acqua e speravamo di riuscire a trovare un negozio aperto per poterla comprare. Purtroppo tutta la cittadina era ancora dormiente. Persino l’ipermercato, appena fuori il centro storico, apriva alle 8:30. Abbiamo dovuto aspettare, non si può camminare sotto il sole senza una buona scorta d’acqua.
Lasciamo Santarem senza aver messo il timbro sulla credenziale, ieri sera tutto era chiuso, cattedrale, chiese varie, casa della Misericordia. Stamani, idem.

L’uscita da Santarem è piuttosto noiosa, il traffico è intenso, il sole è già caldo a quest’ora. A circa sette chilometri dalla partenza, finalmente si apre la campagna. I rumori della città si affievoliscono fino a scomparire del tutto. Intorno a noi, solo dolci colline con uliveti e coltivazioni di grano in cui i contadini sono intenti a mietere. Le colline, soprattutto in primavera, sono piacevoli da vedere, ma significano fatica per il pellegrino, un continuo saliscendi che sfianca, soprattutto se è accompagnato dalla canicola.

Il primo paesino che attraversiamo ha una bella chiesa che come da tradizione è chiusa. Speravamo di apporre almeno qui un timbro sulla nostra credenziale, ma ce ne andiamo mogi mogi.

Il cammino prosegue su una strada asfaltata su dolci colline profumatissime. Non c’è traffico, solo il rumore del ruscello che scorre di fianco a noi, rompe il silenzio. Il saliscendi continua tra sugherete, oliveti e vigneti. Ho anche notato qualche eucalipto di cui ho prima sentito il profumo e poi notato le secche foglie lanceolate sul ciglio della strada. Alzando lo sguardo li ho visti, imponenti e dominanti nel paesaggio. Chissà se accompagneranno il mio cammino o quelli visti oggi sono una rarità! Lo saprò presto.

Ad un incrocio, da cui inizia un sentiero in terra battuta, un vecchietto se ne sta seduto all’ombra di un grande albero. Tutto intorno a lui, bandierine di vari paesi, appese all’albero, sventolano e si fanno notare. Colpiscono la mia attenzione anche dei mattoni sistemati a mo’ di seggioline. Lui è Francisco Torre, un affezionato al cammino e ai pellegrini. Ci mostra con orgoglio un quadernone che conserva gelosamente e su cui fa apporre le firme di coloro che passano. Ovviamente, chiede anche a noi la firma e una foto ricordo che dovremo spedirgli via email.

 

Riprendiamo il cammino sempre più accaldati. Con enorme felicità, a 8 km dall’arrivo, vediamo in lontananza un bar-ristorante. Ogni volta è così, l’arrivo ad un punto di ristoro, dopo chilometri e chilometri di cammino, ci dà gioia.

Il pasto che ci serve una signorina gentile che parla un po’ d’inglese, è il “bitoque”. Un piatto a base di carne accompagnata da un uovo fritto, sughetto alla senape e patatine fritte. Il tutto con un ottimo pane fresco. Eccellente!

L’ultima parte di oggi è sfiancante. Il motivo è dovuto all’assenza di ombra. Tutto il cammino si svolge di fianco a coltivazioni a basso fusto che non danno ombra. Non c’è tregua e persino l’acqua non allevia la fatica.

Arrivo stremata, ma felice. L’alloggio di oggi è l’unico nel giro di chilometri. È una casa vacanze con tutti i confort, persino un’invitante piscina.

Come ogni giorno, dopo una doccia corroborante, mi lavo gli indumenti che avevo addosso, li stendo nei punti più ventilati della stanza e mi preparo per uscire. Al mio ritorno saranno asciutti e pronti per l’indomani.

La cena è stata a base di bacalhau con patate, ma come antipasto ci è stato offerto un formaggio di capra condito con l’olio, una specialità portoghese. Le quantità che vengono servite in Portogallo sono sempre enormi, il doppio di quanto viene servito nei ristoranti di altri paesi. Per me è un problema perché mangio poco, specialmente la sera. Per ovviare, abbiamo provato a chiedere una porzione da dividere in due…, il risultato è stato sconfortante…: ci hanno servito sì una porzione, ma per due. Abbiamo capito che qui la dieta non si fa, si deve mangiare e basta! Farò la dieta al ritorno a casa.


English version! 🙂

June 2, 2016
Santarem-Arneiro das Milhariças
24.4 km

We were in the only hotel in the center of town, a two-star hotel. Breakfast was ok, served in a room that we shared with many small groups of workers. They were all in overalls, according to the company they belonged, some red, some blue, some gray … but only men. I almost felt out of place.

We left early, but we needed water and were hoping to be able to find an open store to be able to buy some. Unfortunately, the whole town was still sleeping. Even the supermarket, just outside the historic center, opened at 8:30. We had to wait, you can not walk in the sun without a good supply of water.
We left Santarem without having put the stamp on the credential, last night everything was closed, cathedral, churches, home of Mercy. This morning, ditto.

The exit from Santarem is quite boring, the traffic was heavy and the sun already hot at that time. At about seven kilometers from the start, we finally started walking in countryside. The sounds of the city faded and eventually disappeared altogether. Around us, only rolling hills with olive groves and wheat crops where farmers are busy harvesting. The hills, especially in the spring, are very nice to see, but they also equal to a lot of hard work for the pilgrim constantly walking up and down. It’s exhausting, especially if it is accompanied by a heat wave.

The first village we pass by has a beautiful church which, like usual, is closed. We hoped to put a stamp at least here on our credentials, but we leave disappointed.

The path continues on a paved road of sweet scented hills. There is no traffic, just the sound of the stream running beside us breaks the silence. The ups and downs continue among cork trees, olive groves and vineyards. I also noticed some eucalyptus of which I first smelt the scent and then noticed the dry long leaves on the roadside. Looking up I saw them, dominant in the landscape. I wonder if they will accompany my way or the ones seen today are a rarity! I’ll know soon.

At an intersection, from which starts a dirt path, an old man is sitting in the shade of a large tree. All around him, flags of various countries, hung on the tree, waving, stand out. Next to him there are also some bricks arranged as if they were forming a little chair. He is Francisco Torre, a fan of the camino and of the pilgrims. He proudly shows us a big book which he jealously guards and on which he keeps the signatures of those who pass by. Of course, he asks us to sign it and we take a souvenir photo that we will send him by email.

We continue the way, increasingly hot and sweaty. With great happiness, at 8 km to destination, we see in the distance a bar-restaurant. Whenever we see one, arriving to a point of comfort, after kilometers and kilometers of walking, gives us joy.

At the restaurant we meet a nice young lady who speaks a bit of English and we eat what is called the “bitoque”. A dish made of meat accompanied by a fried egg, mustard sauce and chips. All with a great fresh bread. Excellent!

The last part of today is exhausting. The reason is the lack of shade. The whole journey takes place next to low-growing crops that do not provide shade. There is no respite and even water does not alleviate the fatigue.

We arrive exhausted, but happy. Today’s accommodation is the only one in a number of kilometers. It is a vacation home with all the comforts, even an inviting pool.

Like every day, after an invigorating shower, I wash my clothes I was wearing, lay them in the most ventilated parts of the room and get ready to go out. On my return, they will be dry and ready for the next day.

Dinner was with bacalhau with potatoes, but as an appetizer we were offered goat cheese flavored with oil, a Portuguese specialty. The quantities that are served in Portugal are always huge, twice what is served in restaurants in other countries. For me it is a problem because I eat little, especially in the evening. To avoid this, we tried to ask for a portion to be divided into two… the result was disheartening… yes, we were served a portion, but for two. We realized that the diet here is not possible, you must eat! I will make get back on the diet once I get back home.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s