Day 3: Azambuja-Santarem 33km

English version below 🙂

1 giugno 2016
Azambuja-Santarem
Km 33

Colazione sufficiente.

Tempo soleggiato, ma ventilato

L’ uscita da Azambuja è subito piacevole, contrariamente a quanto accaduto ieri sulla strada che portava qui.

Si attraversano campi coltivati a pomodori, peperoni e mais sulla ricca piana del rio Tejo. È una distesa di coltivazioni a perdita d’occhio.

Il silenzio regna sovrano, solo gli uccellini si fanno sentire e occasionalmente, in lontananza il rombo ovattato degli aerei ultraleggeri che hanno la base poco distante.

I contadini, curvi sul loro lavoro di semina, al nostro passaggio hanno occasione di riposare la loro schiena per alzarsi a salutare e scambiare due parole con noi. In lontananza, un corpulento contadino seduto su un trattore ci urla qualcosa in portoghese, sicuramente un augurio, ma non capiamo. Ci sbracciamo per salutarlo e continuiamo la strada.

Arriviamo al paesino di Valada dall’aspetto fiabesco. Tutto è curato nei dettagli. Le casette, tutte intonacate di fresco, la strada tutta lastricata in pietra bianca, qua e là piccoli bar o ristorantini che dall’aspetto promettono l’appagamento della gola. I vecchietti del paese chiacchierano piacevolmente seduti ai tavolini di un bar. Ci osservano di sottecchi, senza salutarci, con occhiate rapite e discrete. Riprendono subito la loro conversazione.

Un alto muro di contenimento dalle piene del fiume Tejo, protegge il paesino. Dalla cima del muro si accede ad un bel parco affacciato sulla fiume, e ad una spiaggetta incantevole che invita ad un piccolo riposo prima di affrontare i 20 km che mancano a Santarem.

La giornata è calda, il percorso si svolge tutto al sole, senza mai riparo. L’unica distrazione sono i numerosi nidi di cicogne che incontriamo e che fotografiamo. È sì un paesaggio bucolico, senza traffico e silenzioso, ma arriviamo alla meta spossati per il caldo eccessivo e per lo strappo finale in salita che porta a Santarem, arroccata su uno sperone di roccia.

Prima dello strappo finale, troviamo un ristorante dall’aspetto invitante. Felicissimi di poter appagare l’appetito e riposare le membra esauste, ordiniamo un polpo al forno con patate novelle. Che bontà!

Riprendiamo il cammino per gli ultimi 7 km. Saranno durissimi. Arriviamo con un solo desiderio: una doccia. Beviamo una bibita ghiacciata che ci ridà un pò di vigore e subito usciamo per visitare Santarem.

Anche stasera saremo premiati perché la piccola città è un gioiello. Fondata dai romani, conquistata dai visigoti, successivamente dagli arabi e, nel 1147, presa dal primo re del Portogallo. Ha un aspetto medievale, curatissimo e ordinato. Strade tutte lastricate di bianco o con bei disegni geometrici bianchi e neri. Eleganti piazzette su cui affacciano bei palazzi del ‘600 o ‘700.
Chiese medievali, gotiche, manieriste. Tutto concentrato in una cittadina di poco più di 50 mila abitanti.
La sorpresa finale ci aspetta presso i giardini di Portas do Sol. Giardini inseriti all’interno dei resti delle mura del castello medievale. Da qui si gode di un panorama mozzafiato sul rio Tejo e una brezza leggera che spira dalla valle in basso ci rinfresca dopo la calura del giorno.

Dopo una cena leggera a base di tapas al prosciutto e formaggio e una birra analcolica, ritorniamo all’albergo a godere di un meritato riposo.

 


English version! 🙂

June 1, 2016
Azambuja-Santarem
33 km

Breakfast was ok.

Sunny weather, but windy

The exit from Azambuja is pleasant, contrary to what happened yesterday on the road that led here.

We cross farmlands where they cultivate tomatoes, peppers and corn all along the rich plain of the rio Tejo. The crops grow up until the horizon.

Silence reigns supreme, only the birds are heard and occasionally in the distance we hear the muffled roar of ultralight planes that have a base nearby.

The peasants, bent on sowing their work, take the opportunity to rest their backs to get up and greet and chat with us. In the distance, a farmer sitting on a tractor yells something in Portuguese, probably a wish, but we do not understand what he says. We wave at him to greet him and continue along the road.

We arrive at the village of Valada. It looks like from a fairy tale. Everything is very detailed. The lodges, all freshly plastered, the entire road paved in white stone, here and there small bars or restaurants that look promising and delicious. There are old men chatting pleasantly seated at an outdoor bar. They look at us sideways, without saying goodbye, with discreet glances and soon after they are back on their conversations.

A high retaining wall from the floods of the river Tejo protects the village. The top of the wall leads to a beautiful park overlooking the river, and a lovely little beach that invites you to a little rest before facing the 20 km missing towards Santarem.

The day is hot, the route is all under the sun, without shelter. The only distractions are the numerous nests of storks that we meet and we photograph. It is indeed a bucolic landscape, with no traffic and quiet, but we get really exhausted from the excessive heat and the final climb uphill leading towards Santarem, perched on a rocky outcrop.

Before the final climb, we find an inviting-looking restaurant. Delighted to be able to satisfy our appetite and rest our exhausted limbs, we order a baked octopus with potatoes. So tasty!

We continue the walk for the last 7 km which will be really hard. We arrive with only one desire: a shower. We drink a cold drink which gives us back a bit of energy and immediately we go out to visit Santarem.

Also tonight we are rewarded by the afternoon sightseeing because the small town is a gem. It was founded by the Romans, conquered by the Visigoths, Arabs and later, in 1147, taken by the first king of Portugal. It has a medieval look, well-kept and tidy. The roads are all paved in white or with beautiful white and blacks geometric designs. There are elegant squares on which overlook beautiful palaces from the ‘600 or’ 700. Medieval churches, Gothic, Mannerist. All concentrated in a small town of just over 50,000 residents.
The final surprise awaits us at the gardens of Portas do Sol. Gardens inserted inside the remains of the walls of the medieval castle. From here you can enjoy breathtaking views of the Tejo river, and a light breeze that blows from the valley below refreshes us after the heat of the day.

After a light dinner with tapas with ham and cheese and a non-alcoholic beer, we return to the hotel to enjoy a well-deserved rest.


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