27 May 2016: Roma – Lisboa

27 maggio 2016
h. 11:00 taxi per Termini
h. 12:00 Terravision per Ciampino

Partiamo in una giornata calda di maggio. I problemi di Roma ci inseguono fino all’aeroporto: traffico pesante, pullman Terravision senza A/C, vecchio e scricchiolante, e un’idea “brillante” della provincia di far girare il bus tutto intorno alla stazione, con totale di 12 minuti per uscirne…
Mi consolo pensando all’eccellente caffè sorseggiato alla stazione nell’attesa della partenza.
Il trasferimento si svolge sull’Appia, strada dalla storia affascinante, ma che di quel fascino ha solo il ricordo. Dallo sporco finestrino intravvedo, nel parco dell’Appia antica, i resti della civiltà che questa strada costruì. Più vicino, sul ciglio della strada, rifiuti e squallore. Dal tettuccio del bus, aperto per dare la necessaria areazione ai malcapitati passeggeri, proviene il rumore costante dell’etichetta lasca di una bottiglietta di plastica messa lì a tenuta dell’apertura, rotta anche quella. È un’atmosfera che ricorda il passato…

Arrivati a Ciampino, dopo aver fatto il check-in, abbiamo mangiato un panino. Ho optato per uno vegano, evitando così una dose eccessiva di lipidi indesiderati. L’alternativa al bar, era un self-service con diverse scelte, ma alla vista della lunga fila in attesa col vassoio in mano, ho senza indugio preferito il bar.
L’arrivo a Lisona è stato piacevole. Il bell’aeroporto, ben organizzato ci ha permesso di spedire immediatamente a Santiago, tramite la posta, il borsone che contiene gli zaini.
È ormai un’abitudine spedire ad Ivar Rekve (brillante norvegese trapiantato a Compostela, che gestisce un servizio di deposito per i pellegrini), a Santiago un pacco ogni qual volta dobbiamo alleggerirci di qualcosa.

Il trasferimento in hotel è stato veloce e semplice. Un ottimo servizio di metropolitana permette di raggiungere il centro in pochi minuti. Arrivati alla fermata “Terreiro do Paço”, zaino in spalla, abbiamo camminato per circa 900 metri fino all’hotel Santiago de Alfama, inerpicato sulla omonima collina dell’Alfama.

Che panorama! Dalla finestra dell’hotel, elegante e accogliente, si gode una meravigliosa vista sul Tago e sui tetti rossi dell’Alfama, che sembrano volersi rincorrere fin giù al fiume. Sull’orizzonte, in lontananza, sulla sponda opposta del fiume, una fila ininterrotta di lucine. Un’incanto!

Per concludere la bella giornata, abbiamo cenato nell’ottimo ristorante dell’hotel. Ho scelto un “Lombo de bacalhau assado à portuguesa com batatinha e queijo de serra gratinado” ovvero un baccalà alla portoghese con papate novelle al forno, formaggio e verdurine di campo ripassate. L’aspetto era eccellente, purtroppo ho dimenticato di chiedere il piatto senza coriandolo, a cui sono intollerante. Tutto il piatto ne era cosparso. Mi dovrò ricordare sempre, durante questo viaggio in Portogallo, di scegliere piatti senza la temuta erba aromatica.


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