Day 13: San Román de Retorta-Melide 28.5 km

9 giugno 2015
13^ tappa
San Román de Retorta-Melide km 28,5
Siamo a 595 m s.l.m.

9 June 2015
13th stop
San Román de Retorta-Melide 28.5 km
595 meters above sea level

Tip del giorno: Arrivati a San Román de Retorta, vale assolutamente lo sforzo di fare altri 7,5 chilometri per alloggiare alla “Casa do Ponte”. Una struttura accogliente, il cui proprietario la gestisce con dedizione e passione. Io, purtroppo, mi son fermata prima!

Tip of the day: Once you reach San Román de Retorta, it is definitely worth the effort to walk further down 7.5 km to reach the guesthouse “Casa do Ponte”. A very welcoming place, very carefully managed by the owner. Unfortunately we stopped before.

Partenza alle 7:40, dopo una scarsa colazione a base di soli biscotti e una banana. Troppo poco per me, abituata a ricche colazioni a base di proteine. La speranza è di trovare un bar sulla via.

We departed at 7:40 after a poor breakfast with only biscuits and a banana. Too little for me, used to a rich breakfast based on proteins. I hope to find a bar along the way.

Ci incamminiamo sul sentiero in direzione di Melide, scegliendo l’antica “calzada romana”. C’è anche il sentiero ufficiale del Cammino, poco più a sud. L’antica calzada che scegliamo noi,  si svolge interamente tra boschi, campi, fattorie e orti coltivati, per lo più, a cavoli, l’ingrediente principale del “caldo gallego”, il piatto tipico della zona.

We walk along the path directed towards Melide, choosing the old “calzada romana”. There is also the official path of the Camino, a bit more south. The ancient calzada that we choose continues all along woods, fields, farms and orchards with mainly cabbages, the main ingredient for the “caldo gallego”, the typical dish of this area.

Appena partiti, ci si immerge in un bosco meraviglioso di eucalipti, parte del quale dedicato al rimboschimento. Qui, i giovani eucalipti sono come protetti tutto intorno da una schiera imponente di vecchi eucalipti che sembra sorveglino i loro piccoli.

As soon as we depart, we are enveloped in a beautiful wood made of eucalyptus. Part of the woods is dedicated to reforestation efforts. Here, young eucalyptus trees are protected all around by an imposing array of older eucalyptus trees as if they were to protect their babies.

Il sentiero, più avanti, si apre tra campi in un susseguirsi di sentieri perpendicolari alla calzada romana, quasi a ricordare l’antico sistema viario ortogonale romano con le strade tra loro perpendicolari chiamate Cardo e Decumano.

After a while the path opens up among fields in a series of paths perpendicular to the calzada romana, almost resembling the ancient Roman orthogonal road system created by the perpendicular streets called Cardo and Decumanus.

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Il sentiero continua con il solito, dolce saliscendi fino ad arrivare alle belle casette in pietra nera di Burgo Negral. Tutt’intorno, fattorie con, occasionalmente, contadini intenti ai loro lavori, chi a governare le mucche, chi a zappare, chi a raccogliere fieno. Il tutto in un silenzio rotto solo dal canto degli uccellini e dall’abbaiare di qualche cane preoccupato di svolgere con cura il suo ruolo di guardia alla fattoria.

The path continues with the usual ups and downs, until reaching the beautiful homes built with the Burgo Negral black stones. All around us there are farms with, here and there, farmers keen on their works. Some of them guiding the cows, others hoeing, others haymaking. Everything is enveloped in silence, broken only by the singing of the birds and the barking of dogs busy being the guards of farms.

Arriviamo quindi al caffè “Casa do ponte”, dove possiamo finalmente fare una buona colazione e prepararci al lungo cammino di oggi: mancano ancora 20 chilometri!

We then reach the cafe “Casa do ponte” where we can finally have a good breakfast and prepare for today’s long way.. still 20 km to go!

Da qui si attraversa il Rio Ferreira sul bel ponticello romano che invoglia allo scatto di numerose fotografie.

Il percorso prosegue su strada asfaltata su una ripida salita che porta a Leboreira, un paesino fatto di piccole casette in pietra, la maggior parte delle quali abbandonate. Solo tre grossi cani, all’apparenza, mansueti, sembrano i soli padroni di questo isolato villaggio.

Si continua così, in un susseguirsi di piccoli villaggi dominati da grandi stalle piene di mucche ruminanti, da casette abbandonate e da cani più assonnati che vigilanti. A segnalare la presenza di tanto bestiame, il sentiero è costantemente disseminato di letame.

From “Casa do ponte” we continue walking, crossing the Rio Ferreira on a pretty, very photographable, Roman bridge.

The path then continues on the paved road, going very steeply up until Leboreira, a little village made of stone houses, mostly abandoned. Only three big dogs seem to be the owners of what looks like being an abandoned village.

We continue like this, crossing one after another, small towns with big barns with ruminant cows, abandoned tiny houses and dogs looking more sleepy than on guard. As a sign of the large amounts of farm animals, the path is continually full of manure.

A circa 15 chilometri dalla partenza, si sbuca nella valle disabitata del rio Gandaras, dominata, in alto, dalle rumorose e gigantesche pale eoliche. L’atmosfera di questa valle, col forte vento, le nuvole scure che si rincorrono, il rumore delle pale,  mi mette a disagio. Fortunatamente, ben presto si rientra nel bosco, arrivando a O Hospital das Seixas.

Da qui, si sale fino all’Alto di Toques a 800 m. di altitudine. Il paesaggio è ora dominato da boschi di pini e l’aspetto è montano, con una vegetazione di arbusti bassi, costantemente battuti dal vento. Terminato l’Alto, subito si intravvede in lontananza Melide. Inizia la discesa.

After about 15 km from our departure point, we reach the uninhabited valley of rio Gandaras, dominated, at the top, by the numerous and huge wind turbines. The atmosphere of this valley, with the strong wind, dark clouds running after each other, the sound of the wind turbines, makes me uncomfortable. Luckily, we soon after enter again in the woods, reaching O Hospital das Seixas.

From here, we go up until Alto di Toques at 800 meters. The scenery is now dominated by a mountain look with woods of pine trees and shrubberies constantly hit by strong winds. Once we pass the Alto, we can see Melide in the distance and the down hill path starts.

Inizia anche la pioggia. Una pioggerellina timida che va e viene, lasciando spesso il passo ad un pallido sole e tanto vento. Ben presto, arriviamo all’ospitale bar “Carburo di Vilamor” dove rincontriamo gli ormai amici londinesi che si godono un veloce pasto ed un meritato riposo, prima degli ultimi 5 chilometri fino a Melide. Anche noi ci fermiamo per rifocillarci e riposarci un po’.

At some point also the rain started. A shy rain that comes and goes, leaving sometimes space for a pale sun and a lot of wind.Soon we reach the welcoming bar “Carburo di Vilamor” where we meet our, now friends, from London enjoying lunch and some rest, before the last 5 km until Melide. Also we stop to eat and rest a bit.

L’ultimo tratto è in piano e senza difficoltà. Proprio davanti all’albergo molto accogliente che ci ospita, “La Lua do Camino”, il nostro sentiero incrocia il sentiero francese a cui si unisce fino a Santiago. Assistiamo al passaggio degli esausti pellegrini che, partiti dai Pirenei, hanno ormai nelle gambe quasi 800 chilometri. Nel 2013 ero una di loro…!

The last bit is easy. Just in front of our very welcoming hotel, “La Lua do Camino”, our path intersects with the French Camino with which it unites up to Santiago de Compostela. We look at these exhausted pilgrims who, departed from the Pyrenees, have already almost 800 km in their legs. In 2013 I was also one of them…!

Dopo la poco felice sistemazione di ieri, oggi posso godere ancora di più dell’accogliente albergo che ci ospita. Ho persino potuto usufruire del servizio di lavanderia offerto: tutto lavato e stirato in un paio d’ore. Che felicità!

After the poor guesthouse of yesterday, today I can enjoy double the welcoming atmosphere of the “La Lua do Camino”. I could even take advantage of the laundry service offered: everything washing and ironed in a couple of hours. Oh the happiness!

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