Day 12: Agès-Burgos 23km

Questa notte ho potuto dormire bene.  Purtroppo, appena alzata ho capito che il problema alla caviglia non era migliorato. 
Come accade ogni mattina negli albergue, al buio, ho raccolto le mie cose, tastando qua e là sul letto, ho preso lo zaino cercando di non far rumore e sono uscita a lavarmi e vestirmi. 
Negli albergue, purtroppo, capita che nella stessa stanza alloggi sia chi fa il Camino da vero pellegrino, portandosi il proprio zaino, sia chi lo zaino lo spedisce e magari accorci la tappa prendendo un bus. I primi, devono alzarsi presto e prepararsi al buio per non “disturbare” i secondi che devono “riposare” e che spesso hanno il coraggio di protestare se sentono piccoli rumori. Anche questo è il Camino!
Dopo aver fatto la solita colazione del pellegrino, ci siamo vestiti con tutti gli accessori adatti ad affrontare la tappa di oggi che si annunciava “bagnata”. Un forte temporale aveva imperversato tutta la notte e la nebbia bassa che ci circondava non lasciava speranze. 
Ho iniziato a camminare piano, sotto la pioggia, ma da subito ho capito che il mio problema alla caviglia era da non trascurare. Il dolore è ricominciato forte e ho ripreso a zoppicare. Insieme ai miei compagni di viaggio ho preso la decisione di andare a Burgos con un qualsiasi mezzo di trasporto, bus o taxi o autostop. Quest’ultima possibilità è capitata per prima. Si è fermata una gentile signora che stava portando le proprie figlie a scuola a Burgos. Mi ha caricata e portata al pronto soccorso dell’ospedale universitario di Burgos. Durante il tragitto, una delle figlie mi ha chiesto se potevo correggere il suo compito di inglese. Correggendoglielo, e cercando invano di dialogare con lei,  ho capito che anche in Spagna come in Italia, l’insegnamento della lingua inglese ha delle enormi lacune. Le ho consigliato di leggere tanto in inglese e guardare film con sottotitoli. Quando, davanti alla scuola, l’abbiamo salutata, la mamma le ha detto di prenderle un appuntamento con l’insegnante di inglese. Forse l’aver sentito che sua figlia non riusciva a comunicare alcunché in inglese le ha fatto capire che doveva chiedere spiegazioni all’insegnante. 
Arrivata al pronto soccorso, una struttura bella e ben organizzata, dopo le pratiche burocratiche di rito, sono stata visitata e mi è stata diagnosticata una tendinite al retinacolo superiore (parte anteriore della caviglia) causata, non dal camminare, ma dal peso dello zaino. Sono stata bendata fin sotto il ginocchio e mi è stata prescritta una cura con antinfiammatori, da fare per 4 giorni. Ghiaccio e gamba alzata il più possibile. Potrei ricominciare il Camino domani, ma ho decido di riposare un giorno a Burgos. L’albergo dove alloggiamo è accogliente e in centro. Riuscirò sicuramente a riposarmi bene. 
Ho trascorso tutto il giorno a letto, dormendo e leggendo. 
Spero, prima di partire, di poter vedere la meravigliosa cattedrale gotica che oltre a bellissime opere d’arte, ospita la tomba di “El Cid Campeador” e di sua moglie “Doña Jimena”.
— English version on its way soon!


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s