Day 2: Roncesvalles-Zubiri 21km

L’elemento centrale di oggi è il FANGO. Arrivata a Zubiri e sedutami, ho realizzato che il mio corpo è un dolore unico. Ho dovuto camminare per chilometri nel fango e per di più in discesa. E domani altri 20 km di saliscendi sotto la pioggia, le previsioni non lasciano speranze. 
Stanotte il sonno è stato disturbato da diversi ronzii, ma uno proveniva dal vicino di letto a castello, che evidentemente  non aveva digerito bene. Ma la beffa è che stasera avrò lo stesso vicino di letto a castello. Il caso, davvero raro, ha voluto che qui a Zubiri prenotassimo lo stesso Albergue e ci fosse assegnata la stessa stanza. I miei compagni di viaggio (Gianfranco e Roberto) ed io siamo disperati al pensiero di un’altra notte insonne. Questo è il Camino!  
Stamani, la partenza è stata tranquilla e accompagnata da un pallido sole che rischiarava il paesaggio bucolico della Navarra, disseminato di faggi e bossi e prati umidi. Dolci colline che mi ricordavano la mia amata campagna dell’Appennino tosco emiliano. Tanti i cavalli che stranamente facevano la siesta completamente sdraiati sui prati. Evidentemente la pace di questi luoghi dà loro la tranquillità necessaria per entrare nel sonno profondo in cui sembravano sprofondati. 
In un bar condotto da un pingue signore che ricordava Sancho Panza, abbiamo fatto colazione a base di baguette croccante imbottita di ottimo prosciutto spagnolo, un dolcetto alle mele e un buon “caffè con leche”. Che sollievo queste soste!
Il Camino è ripreso, ma con poche speranze di avere la compagnia dal sole. Davanti a noi nuvole minacciose dominavano il cielo. La pioggia è arrivata poco dopo e la strada è diventata di fango, ma fango spesso e scivoloso che ha messo alla prova la mia resistenza i miei muscoli e il mio equilibrio. Il pensiero di poter scivolare in quella massa melmosa mi dava inquietudine e mi faceva stare con la massima attenzione. 
Fortunatamente, l’agognata meta è arrivata intorno alle 14. Zubiri è un bel paesino la cui principale attrattiva è il ponte medievale “de la rabia”. Si racconta che gli animali venissero fatti passare sotto il ponte per guarire da quella malattia. 
L’albergue di oggi è in stile rustico, rinnovato da poco e con tutti confort che si possano richiedere ad un tal struttura. 
Tutti i pellegrini che alloggiano stasera insieme a noi (negli albergue si può soggiornare solo una notte e vengono accettati solo i pellegrini dotati di credenziali) sono arrivati sporchi, doloranti e claudicanti, ma dopo una meritata doccia calda e uno spuntino nell’attesa di una buona cena, tutti sono nella hall a scherzare, giocare e scrivere come me della propria giornata. È una bella atmosfera.
Day 2: Roncesvalles-Zubiri 21km

Today’s highlight is MUD. Once I reached Zubiri, after I sat down, I realized that my body was one entire ache. I had to walk for kilometers in the mud, and big part of today’s path even had a slope. And, tomorrow, other 20 kilometers up and down under the rain. The weather forecast does not leave any hope.
During the night buzzing noises disturbed my sleep, but one noise in particular was coming from the pilgrim sleeping in the bunk bed next to mine, he probably had not digested well his supper. But funny thing is that tonight he is going to sleep again in the bunk bed next to mine. Coincidence wanted that him and us booked the same albergue in Zubiri and that we were given the same exact room again. My travel companions, fellow pilgrims (Gianfranco and Roberto) and myself are desperate to the thought of passing another sleepless night. But, also this is the Camino!
This morning the departure was calm and accompanied by a pale sun lighting up the bucolic landscape of the Navarra, scattered by beeches, boxwoods and wet grasslands. The gentle hills reminded me of my beloved Tuscan-Emilian Apennines countryside. Many were the horses that strangely were taking a siesta completely lying on the ground. Probably, such is the peace in those lands that the horses are able to maintain complete tranquility and serenity, allowing them to enter in a deep sleep in which they seemed to be drawn.
We had breakfast in a bar run by a plump man who reminded me of Sancho Panza. Breakfast consisted of a crunchy baguette filled up with excellent Spanish prosciutto, a cake made of apples and a great “caffè con leche”. How rewarding are those pauses!
The Camino started again, but with little hope of keeping with us the company of the sun. In front of us there were only threatening clouds dominating over the skies. Soon afterwards, the rain arrived and the road turned into mud, but thick and slippery mud that put to test my resistance of my muscles and of my ability to balance. The only thought of slipping over in that mass of mud was scary and made me pay extra attention to where I was putting my feet.
Luckily, the destination arrived around 2pm. Zubiri is a nice little town. The main attraction is a medieval bridge called “de la rabia”. It is said that in the past the animals were made to walk under the bridge to cure rabies.
Today’s albergue has a countryside look to it, recently renewed and with all comforts necessary in such places.
All the pilgrims staying here together with us (in the albergues you can only stay one night and only the pilgrims with credentials are accepted) have arrived dirty, aching, limping, muddy, but after a well-deserved shower and a snack, while waiting for a good supper, everyone is in the hall to joke, laugh, talk or, like me, write down how the day passed. It is a wonderful atmosphere.


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