Le guglie d’oro di Ponta da Piedade
Ecco l’atto finale del viaggio. Questa è la passerella d’onore che porta a Lagos, attraversando uno dei luoghi più fotografati e spettacolari del pianeta: Ponta da Piedade.
INFORMAZIONI TECNICHE
• Distanza: 11,5 km
• Durata media: 3 – 4 ore
• Difficoltà: Facile
• Fondo: Sentieri di scogliera, passerelle in legno e marciapiedi cittadini nel finale.
• Punti di ristoro: Praia da Luz (partenza), Porto de Mós (a circa 7 km), Ponta da Piedade (chiosco/bar), Lagos (arrivo).
L’ESPERIENZA: IL GRAN FINALE TRA LE GUGLIE D’ORO
Questa tappa è un crescendo di bellezza. Inizia con una salita panoramica che regala un’ultima vista su tutta la costa percorsa nei giorni precedenti, per poi scendere verso la lunghissima spiaggia di Porto de Mós. Il culmine del viaggio è il passaggio per Ponta da Piedade: un labirinto di archi naturali, grotte marine e pinnacoli di roccia dorata che emergono da un mare color smeraldo. È il degno finale di un cammino indimenticabile, che si conclude tra le mura storiche e l’energia vibrante di Lagos.
Iniziamo con calma l’ultima tappa del nostro cammino. Partiamo alle nove, senza fretta, consapevoli che oggi ci aspetta l’ultimo tratto della Rota.
La giornata è molto ventosa. È stata diramata persino un’allerta meteo per il vento e, mentre prepariamo gli zaini, non possiamo fare a meno di sperare che le raffiche non siano troppo forti lungo il percorso.
Nonostante tutto, decidiamo di seguire il tracciato classico sui bordi della falesia. Dopo aver scelto varianti più riparate nei giorni scorsi, vogliamo concederci questa soddisfazione proprio nell’ultima tappa. In fondo, sarebbe un peccato salutare l’oceano senza percorrere ancora una volta quei sentieri sospesi tra cielo e mare che hanno reso speciale questo cammino.
Con il vento che già si fa sentire e il rumore delle onde in sottofondo, lasciamo Praia da Luz alle nostre spalle e ci incamminiamo verso l’ultima meta. 🌊🥾🌬️☀️
La Rota attraversa inizialmente una stretta viuzza completamente lastricata, racchiusa tra alte mura che celano proprietà esclusive. Dietro queste recinzioni si intuiscono giardini curati, ville eleganti e piscine, testimonianza del carattere residenziale e turistico di questa parte dell’Algarve.

Da un’apertura tra i muri riusciamo a intravedere Praia da Luz. Da qui il paese appare adagiato ai piedi della falesia, con i suoi edifici bianchi che ricoprono il versante quasi senza soluzione di continuità. Illuminati dal sole del mattino, spiccano contro il blu del mare e del cielo, creando uno dei panorami più caratteristici di questa costa. 🌊🏡☀️🥾

Da subito il percorso inizia a salire rapidamente. Le gambe devono entrare subito in funzione, ma per il momento il vento, nonostante le previsioni poco incoraggianti, non dà alcun fastidio. Anzi, l’aria fresca rende la salita più piacevole. Spero sia un buon auspicio per il resto della giornata.

Terminata la strada lastricata, raggiungiamo un pianoro. Da qui il panorama si apre e possiamo finalmente vedere il sentiero che ci aspetta: una traccia che si arrampica sul fianco della falesia con pendenze decisamente importanti. In cima, Atalaia e il cippo geodetico che ci aspetta.

A guardarlo da lontano, il sentiero sembra uno di quei classici “rompicollo” che ormai abbiamo imparato a conoscere bene lungo questa Rota. Non resta che affrontarlo con pazienza, un passo dopo l’altro, godendoci nel frattempo il panorama sull’oceano che si allarga sempre di più alle nostre spalle. 🌊🥾🌬️☀️

Arrivati in cima, il paesaggio cambia completamente. Ci troviamo su un ampio pianoro dove una piantagione di pini forma un piccolo bosco, una presenza insolita dopo tanti chilometri trascorsi tra dune, arbusti e falesie battute dal vento.

Sulla destra si apre invece un magnifico panorama su Praia da Luz, con la sua spiaggia dorata, il mare dai colori intensi e il paese che si distende lungo la costa.

Da qui il sentiero prosegue quasi in piano, disegnando una serie di ampi zigzag sulla sommità della falesia. Sul lato destro sono state installate delle protezioni in legno per impedire ai visitatori di avvicinarsi troppo al bordo della scogliera, che in alcuni punti precipita a picco sull’oceano.

Si cammina così sospesi tra il bosco e il mare, accompagnati da un venticello fresco e piacevole, contrariamente a quanto annunciato dalle previsioni. I panorami invitano continuamente a fermarsi per osservare. 🌲🌊🥾☀️
Arrivati a una piccola curva del sentiero, ci affacciamo verso il mare e scorgiamo la Rocha Negra. La sua massa scura si distingue nettamente dalle rocce più chiare circostanti, creando un contrasto che la rende immediatamente riconoscibile. Da questa prospettiva si comprende bene perché sia uno dei simboli di Praia da Luz.

Proseguendo, lo sguardo viene catturato dalle forme insolite delle falesie. Secoli di erosione, dovuti all’azione combinata del vento, della pioggia e del mare, hanno modellato la roccia in profili irregolari e sorprendenti, dando l’impressione che siano stati scolpiti a mano da un artista paziente.
Ogni tratto di costa presenta forme diverse e, mentre si cammina, il paesaggio cambia continuamente, regalando scorci sempre nuovi e inaspettati. 🌊⛰️🥾

Dopo circa 4 chilometri di cammino, all’orizzonte iniziano a comparire i primi segni dell’arrivo. Si distinguono chiaramente i grattacieli di Lagos e il promontorio della Ponta da Piedade, una delle immagini più iconiche dell’Algarve.

Poco più avanti si scorge anche la Praia de Porto de Mós, con la sua lunga distesa di sabbia chiara racchiusa tra le falesie. Vederla dall’alto fa un certo effetto: dopo tanti giorni di cammino, Lagos non è più soltanto una meta sulla carta, ma una presenza concreta che sembra avvicinarsi a ogni passo. 🌊🥾☀️🏖️

Raggiungiamo la Praia de Porto de Mós percorrendo una ripida discesa che ci conduce fino al livello del mare. Dopo il sentiero sulle falesie, arrivare sulla spiaggia è quasi una pausa naturale.
Qui ci concediamo la nostra immancabile dose di caffeina accompagnata da un dolcetto, seduti ai tavolini di un bar affacciato sulla sabbia. Davanti a noi il mare, il rumore delle onde e qualche minuto di meritato riposo.


Rifocillati e con le energie rinnovate, ripartiamo. La tregua dura poco: il percorso torna subito a salire lungo un ampio marciapiede lastricato.

Intorno a noi si susseguono ville lussuose affacciate sull’oceano, con giardini perfettamente curati, piscine e grandi terrazze panoramiche. Tutto appare estremamente ordinato e ben mantenuto. Dopo tanti giorni trascorsi tra sentieri selvaggi, dune e villaggi di pescatori, questo tratto trasmette un’immagine completamente diversa dell’Algarve, più elegante e residenziale, ma comunque affascinante per la vista che regala sul mare. 🌊☕🏡🥾☀️




Terminata la salita, entriamo su una lunga passerella in legno che conduce verso la Ponta da Piedade. Il percorso si snoda in modo sinuoso seguendo il profilo della costa e, per oltre un chilometro e mezzo, ci accompagna tra falesie, calette nascoste e spettacolari scorci sull’oceano.

Camminare qui è un vero piacere. La passerella permette di godere del paesaggio senza difficoltà, sospesi tra il blu del mare e le tonalità dorate delle rocce scolpite dal vento e dall’acqua.

A ogni curva si apre un nuovo panorama: archi naturali, faraglioni, grotte e pareti rocciose dalle forme incredibili. È uno di quei luoghi in cui viene spontaneo rallentare il passo e fermarsi spesso ad ammirare il panorama.

Davvero una delle esperienze più belle dell’intero cammino, un perfetto incontro tra natura, mare e paesaggi che difficilmente si dimenticano. 🌊🥾☀️🪨
Arriviamo così al faro e, dopo la foto di rito che segna simbolicamente la fine del cammino, proseguiamo lungo le passerelle sul versante opposto del promontorio.



Le scogliere dorate precipitano nel mare turchese, formando archi, faraglioni e piccole insenature che sembrano dipinte. L’acqua, incredibilmente limpida, passa dal verde smeraldo all’azzurro intenso, mentre le rocce scolpite dall’erosione creano forme sempre diverse.


Nonostante la presenza di molti visitatori, il colpo d’occhio rimane straordinario. Dopo tanti giorni trascorsi a camminare lungo la costa, è difficile immaginare un finale più spettacolare per questo viaggio.



Da qui si aprono alcuni dei panorami più celebri dell’intero Algarve. Possiamo ammirare dall’alto due spiagge considerate tra le più belle del mondo: la Praia do Camilo e la Praia Dona Ana.



Arrivati intorno alle 13 al nostro albergo, dopo le consuete pratiche di routine e un breve momento di riposo, decidiamo di dedicarci a un giro turistico di Lagos.

Finalmente senza zaino e con le gambe più leggere, possiamo esplorare la città con calma, lasciandoci guidare dalle sue stradine acciottolate, dalle piazze vivaci e dai resti delle antiche mura. È un modo diverso di camminare, più lento e contemplativo, che ci permette di assaporare fino in fondo l’arrivo e la fine di questo lungo percorso. 🌿🏛️🌊





Finestra Manuelina: Situata in una sezione delle mura, è il luogo da cui si dice che il re D. Sebastiao abbia salutato la popolazione prima della sua ultima, fatidica battaglia in Marocco nel 1578.






Le antiche mura di Lagos affondano le loro origini nell’antica Lacóbriga romana. Le prime fortificazioni furono infatti costruite in epoca romana per difendere l’insediamento e il porto naturale. Nel corso dei secoli le difese vennero ampliate e rafforzate prima dai Visigoti e successivamente dai Mori, che trasformarono Lagos in un importante centro fortificato dell’Algarve. Le mura che si possono osservare oggi sono il risultato di numerosi interventi e ricostruzioni avvenuti nel corso della lunga storia della città. 🏰🌊
Dopo un’ottima cena in città, siamo tornati in albergo con passo lento e soddisfatto, lasciando che la serata si chiudesse con calma. Una volta rientrati, mi sono dedicata al blog, mettendo in ordine le emozioni e i ricordi di questa lunga giornata.
Siamo felici della meta raggiunta e di tutto il cammino percorso fino a qui. 🌙🥾🌊
I PUNTI DI INTERESSE DA NON PERDERE
• Atalaia: Il punto più alto della tappa (circa 100 metri). Da qui, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino a Sagres a ovest e oltre Portimão a est.
• Ponta da Piedade: Non avere fretta è d’obbligo. Si percorrono le passerelle in legno e si scende la celebre scalinata (circa 200 gradini) che porta fino al livello del mare tra le falesie. È uno dei paesaggi più iconici del Portogallo.
• Praia do Camilo e Praia de Dona Ana: Due delle spiagge più belle del mondo. Si vedono dall’alto mentre il sentiero conduce dolcemente verso il centro città.
• Centro Storico di Lagos: Entrare in città attraverso le antiche mura arabe e portoghesi è il modo perfetto per celebrare la fine del cammino.
SAFETY CHECK: A COSA FARE ATTENZIONE
1. Instabilità delle Falesie: Le rocce dorate di Lagos sono bellissime ma estremamente friabili. Non sporgersi mai oltre le recinzioni e seguire rigorosamente le passerelle in legno.
2. Affollamento: Rispetto alle tappe solitarie dell’Alentejo, qui si incontrano molti turisti, specialmente a Ponta da Piedade. Mantenere la concentrazione sul sentiero se si decide di camminare vicino al bordo.
3. Calore: Questo tratto è molto esposto e le rocce chiare riflettono il calore. Fortunatamente la tappa è breve, ma l’acqua resta fondamentale.
COSA MANGIARE A LAGOS PER FESTEGGIARE
Lagos è una festa per il palato. Per celebrare la fine della Rota Vicentina, cercare una tipica tasca nel centro storico e ordinare:
• Conquilhas à Algarvia: piccole vongole saporite saltate con aglio e…coriandolo, per chi lo detesta, ricordarsi di chiedere “sem coentro, por favor!.
• Dourada o Robalo grelhado: pesce freschissimo alla griglia.
• Dom Rodrigo: il dolce tipico di Lagos, fatto con fili d’uovo, mandorle e cannella.
Un brindisi con un bicchiere di Vinho Branco dell’Algarve è d’obbligo per onorare ogni chilometro percorso!
Perfetto! Per chiudere in bellezza l’ultima pagina di questo cammino, ecco un Vademecum Pratico essenziale. Sono quei consigli “salvavita” che ogni escursionista vorrebbe conoscere prima di allacciare gli scarponi per la Rota Vicentina.
IL VADEMECUM DEL CAMMINATORE: CONSIGLI FINALI
1. COSA METTERE NELLO ZAINO (IL “MAI SENZA”)
• Sabbia-Stop: Usa ghette corte da trail running. Impediscono alla sabbia di entrare nelle scarpe, evitando vesciche dolorose nelle prime tappe.
• Protezione Solare “High-Level”: Il vento atlantico inganna, rinfresca la pelle mentre il sole la brucia. Crema 30 o 50+, cappello a tesa larga e occhiali da sole sono obbligatori.
• Bastoncini da Trekking: Fondamentali. Sulla sabbia danno la spinta; sulle scogliere dell’Algarve salvano le ginocchia nei “denti di sega” (saliscendi ripidi).
• Power Bank: Il segnale GPS in alcune calette consuma molta batteria. Meglio non restare mai senza mappa digitale.
2. LOGISTICA E TRASPORTI: COME TORNARE
• Da Lagos a Lisbona: Il modo più comodo è il bus della compagnia Rede Expressos. È veloce, economico e ha molte corse giornaliere (circa 3 ore e mezza). In alternativa, c’è il treno (Comboios de Portugal) con cambio a Tunes.
• Spostamenti tra le tappe: Se un giorno si è troppo stanchi, esiste il servizio di trasporto bagagli (come Vicentina Transfers) che porta la valigia da un hotel all’altro, permettendo di camminare solo con un piccolo zaino da giornata.
• Taxi Locali: memorizzare sul telefono i numeri dei taxi dei villaggi principali. Se ci si fa male o si finisce l’acqua in un punto isolato, sono l’unica risorsa rapida.
3. QUANDO ANDARE?
• I mesi d’oro: aprile, maggio e giugno (per le fioriture spettacolari) oppure settembre e ottobre (per l’oceano ancora caldo).
• Luglio e agosto: Sconsigliati. Il caldo è eccessivo e le strutture sono piene e molto costose.
• Inverno: fattibile e affascinante, ma molti punti di ristoro intermedi potrebbero essere chiusi.
4. L’ETICA DEL CAMMINO
• Rispettare i segnavia: non creare nuove tracce. Le scogliere sono fragili e la vegetazione dunale impiega anni a crescere.
• Acqua: non contare sulle fontane pubbliche, sono rarissime. Partire sempre con almeno 2 litri.
PENSIERO CONCLUSIVO
“La Rota Vicentina non è una gara a chi arriva prima, ma il dialogo del viaggiatore con l’oceano. Lasciare che il vento spettini i pensieri e che la sabbia insegni la pazienza. Ogni chilometro è un regalo.”
E, come scriveva José Saramago: “Il viaggiatore non è un turista, è un viaggiatore. C’è una grande differenza. Viaggiare significa scoprire, il resto significa semplicemente trovare.”
Chi “trova” torna a casa con la galleria del telefono piena e le stesse certezze di prima. Chi “scopre” torna a casa cambiato, perché ha permesso a un pezzo di mondo di entrare dentro di lui e ridefinire i suoi confini.
Chi va a piedi “scopre”!