Il ponte e il fiume
La seconda tappa del Fishermen’s Trail lascia alle spalle l’estuario tranquillo di Vila Nova de Milfontes per entrare in una costa più selvaggia e silenziosa. Il sentiero alterna scogliere, dune e tratti sabbiosi dove il vento dell’Atlantico diventa presenza costante. È una giornata di grandi orizzonti, natura intatta e primi veri ritmi da cammino.
INFORMAZIONI TECNICHE
• Distanza: 12 km (se si prende la barca) / 16 km (se si passa dal ponte stradale)
• Durata media: 4 – 5 ore
• Difficoltà: Facile/Media
• Fondo: Sentieri sterrati, dune di sabbia rossa e un breve tratto di asfalto
• Punti di ristoro: Nessuno lungo il percorso. Bisogna rifornirsi completamente alla partenza a Vila Nova de Milfontes. Si trovano bar e ristoranti solo una volta arrivati ad Almograve.
L’ESPERIENZA: DOVE IL FIUME BACIA L’OCEANO
Dopo la fatica sulla sabbia della prima tappa, questa giornata è una boccata d’ossigeno. Il percorso è più breve e incredibilmente vario. Si parte con il superamento del fiume Mira, un momento carico di fascino, per poi immergersi in un paesaggio che cambia a ogni curva: si passerà dalla macchia mediterranea profumata e resa aspra e selvaggia dall’oceano a zone agricole, fino a sbucare su scogliere di un rosso intenso che creano un contrasto magnetico con il blu elettrico dell’Atlantico.
La mattina ci siamo svegliati con calma, accompagnati dal rumore del vento e dalla luce limpida che già entrava dalle finestre di Vila Nova de Milfontes.
Ormai il rituale della colazione è consolidato: uova, formaggio, avocado, qualcosa di salato e un buon caffè. Una partenza lenta, ma energica, perfetta per affrontare il cammino senza fretta e senza fame per molte ore.
Come promesso, le foto del bell’alloggio di ieri, nella tipica casa alentejana, raccolta attorno ad un cortile interno, dove si svolgono le varie attività di famiglia.




“Rua dos Socorros a Náufragos”.
Una strada che, già dal nome, sembra raccontare tempeste, fari lontani e uomini strappati all’oceano.
Siamo partiti verso le 8:10 e abbiamo scelto di attraversare il fiume Mira con il piccolo traghetto locale, che in pochi minuti attraversa il fiume, portando gli escursionisti verso la spiaggia opposta. Si può anche fare il ponte a piedi, aggiungendo 4 km al percorso.





Lasciandoci alle spalle Milfontes, il paesaggio cambia subito volto.


Ci siamo inerpicati su una strada asfaltata che ci ha portato all’inizio del sentiero sabbioso, ma compatto e in piano.

Siamo poi entrati in una zona arbustiva composta di acacie lungifoglie che formavano gallerie ombreggiate e davano sollievo dal sole.

Il rumore dell’oceano era costante e intenso anche se era lontano.
Abbiamo poi dovuto attraversare il primo torrentello che contrariamente a ieri era dotato di ben due ponticelli. L’attraversamento ovviamente è stato facile.



Ci siamo poi inerpicati sulla parete della falesia per ritornare verso l’interno, sempre con il costante rumore dell’oceano, anche se non lo vedevamo.
La natura intorno a noi dava profumi intensi, costanti. I fiori, meravigliosi e generosi.



Superato questo punto, il sentiero ci ha riportati sul bordo della falesia, sempre ad una cinquantina di metri di altitudine, con veduta sull’oceano e sulla parte friabile delle falesie costantemente battute dal vento e dall’Atlantico.


Inizia poi una zona in cui il sentiero è largo, con sabbia rossa e compatta in cui si cammina abbastanza bene.

Il panorama era cosparso di ginepri bassi tutt’intorno a noi, a destra l’oceano dominava col suo blu intenso e il rumore costante. Il sentiero continuava sempre in piano sulla falesia.

Il fico degli ottentotti è una presenza costante durante tutta la camminata: da solo, a mo’ di prato o in compagnia di altri fiori o arbusti.

Abbiamo anche trovato un paio di scarpe rotte sul sentiero. Qualcuno deve aver avuto dei problemi.

A circa 5 km dalla partenza, la sabbia ha iniziato di nuovo a essere morbida e faticosa, molto faticosa. Abbiamo per cui iniziato a cercare piccoli passaggi laterali in cui la sabbia era più compatta.

In alcuni punti i fichi degli ottentotti delineavano lo stretto sentierino più compatto e rallegravano il cammino con i loro fiori stupendi.

Il sentiero ci ha poi portati in una zona d’ombra formata da gallerie di Acacia, piacevole da percorrere perché il suolo era compatto e l’ombra dava sollievo dalla calura, non mi sembrava vero.


Qua e là la vegetazione era intervallata dal lentisco e da piccoli pini, ma il sollievo è durato poco perché poco dopo siamo ritornati sul bordo della falesia, al sole, ma sempre camminando tra arbusti veramente meravigliosi.
Di fianco a noi c’erano sì il lentisco e l’acacia, ma anche meravigliosi arbusti di rosmarino che emanavano un profumo intenso.

Il profumo dei fiori e il rumore incessante dell’oceano continuano ad accompagnarci lungo il cammino.
Il sentiero entra ed esce continuamente da piccole boscaglie di acacie che rendono la marcia più piacevole: la loro ombra offre un sollievo prezioso dal sole e dal vento della costa.
A circa 6 km dalla partenza siamo poi entrati in un canneto, dove abbiamo anche attraversato un torrente su un ponticello.


Poco dopo un altro ponte più alto, attraversava un ruscello un po’ più grande che sfocia nella Praia do Cavalo.

Usciti dalla zona boschiva, il paesaggio si è improvvisamente aperto davanti a noi. Siamo entrati in un’area di pascoli delimitati da recinzioni, dove abbiamo incontrato le prime mucche al pascolo, tranquille e quasi immobili sotto il cielo immenso della costa atlantica.

A circa 6,2 km si entra dinuovo in un boschetto di acacie e si attraversa un ponticello su un torrente che si butta nella spiaggia do Brejo Largo. Si sale poi faticosamente su terreno soffice.

Poco dopo il sentiero si apre di nuovo sull’oceano, su innumerevoli dune di sabbia cosparse di arbusti e fiori. Il paesaggio è meraviglioso.


In lontananza si vedono le falesie frastagliate e fragili battute dall’oceano. Sotto di noi, la Praia do Brejo Largo.

Qui decidiamo di fare una piccola sosta. Siamo al km 6,5. Oggi è decisamente più facile di ieri, quasi una passeggiata in confronto.

Dopo essermi svuotata le scarpe dalla sabbia, ripartiamo.

A circa 7,2 km incontriamo una marcita, o qualcosa di simile, da attraversare, facendo attenzione a non infangarci troppo.

Continuiamo a camminare sulle innumerevoli dune che si affacciano sull’oceano.

Si inizia a vedere la stratificazione meravigliosa delle falesie.

A circa 8 km troviamo una spiaggia con nudisti, di cui, ovviamente, non metto foto. Haha.
A circa 8,5 km attraversiamo un ruscello che si getta su sulla spiaggia di Angra do Travesso.

Si deve poi risalire sulla falesia e il sentiero è tremendamente faticoso perché il fondo è troppo morbido. Non si riesce a fare forza coi polpacci mentre si cammina e si deve lavorare esclusivamente di anche, altrimenti si affonda nella sabbia. Sembra di camminare su un materasso.

A circa 9,3 km. facciamo un’altra pausa, proprio sopra la Praia da Foz dos Ouriços.


A circa 10 km entriamo su una casareccia ben battuta su cui è facile camminare. Manca un chilometro e mezzo ad Almograve.

Sempre intorno ai 10 km troviamo un cartello che farà sorridere gli italiani, ma solo loro.

A circa 11 km troviamo l’asfalto e poi la ciclabile che ci porterà ad Almograve. Entriamo nel paese verso le 12:25.




A 11,7 km, le 12:30, arriviamo all’alloggio di oggi, con la speranza di poter fare un check-in anticipato o almeno lasciare gli zaini, per poi fare un giretto per il paese.

Arrivati ad Almograve si ha quasi l’impressione di approdare in un luogo sospeso nel tempo. Case bianche, strade tranquille e quella luce dell’Alentejo che nel tardo pomeriggio sembra rallentare ogni cosa.
Almograve è un paese minuscolo. Ha un solo supermercato, piccolo anch’esso, ma sufficientemente fornito per le necessità degli escursionisti.
E anche qui, pur essendo lontani dalla costa, il rumore dell’oceano continua a farsi sentire, presenza costante e quasi ipnotica di queste giornate di cammino.
Mi addormento ascoltando l’oceano.
Buona notte.
I PUNTI DI INTERESSE DA NON PERDERE
• La traversata del Mira: Il modo più suggestivo per iniziare è prendere la piccola imbarcazione che traghetta gli escursionisti sulla sponda opposta. È un rito di passaggio che permette di ammirare la foce del fiume dall’acqua.
• Praia das Furnas: Una spiaggia fluviale incantevole subito dopo la traversata, dove le acque sono calme e trasparenti.
• Le scogliere di Almograve: Verso la fine della tappa, le rocce si tingono di ocra e rosso. Le stratificazioni geologiche qui sono spettacolari, quasi scultoree, modellate da millenni di erosione.
SAFETY CHECK: A COSA FARE ATTENZIONE
1. Il dilemma del ponte: Se si sceglie di non prendere la barca, si dovrà camminare lungo il ponte stradale. Fare molta attenzione: lo spazio per i pedoni è stretto e le auto sfrecciano veloci. Si aggiungono circa 4 km di cammino sotto il sole.
2. Servizio barca stagionale: Il traghetto non è sempre attivo (solitamente da marzo a ottobre). Informarsi bene in paese il giorno prima o chiedere al proprio alloggio per non avere sorprese.
3. Erosione costiera: Anche se il sentiero è meno sabbioso, corre sempre vicino a scogliere fragili. Rispettare le deviazioni segnate: se il sentiero sembra “tagliato”, è perché una parte del bordo è crollata di recente.
COSA MANGIARE AD ALMOGRAVE
Almograve è un borgo piccolo ma con un’anima autentica. È il posto perfetto per assaggiare la cucina tipica locale senza troppi fronzoli. Consiglio la Zuppa di pesce (Sopa de peixe), densa e saporita, o i Percebes, i famosi crostacei raccolti sulle rocce battute dalle onde. Se si preferisce la carne, provare un’ottima grigliata di maiale nero dell’Alentejo.
e quei geranei non mi sono sfuggiti!!!! Stupendi come anche tutto il percorso di oggi! Buon riposo!