Porto Covo, vigilia del cammino

Il cammino non è ancora iniziato e già le meraviglie si sprecano.

Ci siamo alzati verso le sette e abbiamo fatto un’ottima colazione, ricca e senza carboidrati: uova, bacon, avocado, formaggio, prosciutto e un buon caffè a concludere il tutto.

Spero continui così, anche se non voglio illudermi troppo. So già che arriveranno giornate in cui i carboidrati saranno inevitabili, ahimè… Spero almeno non durante le tappe più dure.

Verso le nove siamo partiti in direzione della stazione bus di Rede Expressos a Sete Rios, da dove alle 10:30 abbiamo preso il bus numero 81 (prenotato dall’Italia sul sito di Rede Expressos) diretto a Porto Covo, il luogo da cui domani inizierà finalmente il nostro cammino lungo il Fishermen’s Trail.

I bei marciapiedi lastricati, tipici del Portogallo

Per raggiungere la stazione abbiamo preso la metro Azul dalla fermata Terreiro do Paço fino a Jardim Zoológico. Da lì è facilissimo trovare le scale che conducono direttamente alla stazione dei bus. Tutto è organizzato in modo impeccabile: le pensiline dei pullman sono all’interno della struttura e gli orari delle partenze scorrono ordinatamente sui monitor elettronici.

Metro Terreiro do Paço
Interno della metro
Si può “tap & go” con carte o iWatch, senza stress da biglietto.
Il monitor delle partenze dei bus
Acquedotto delle Águas livres del 1731. Resistette al terremoto del 1755, incredibile! La foto è presa da internet, perché non ho fatto in tempo a fotografarlo, ma volevo comunque pubblicarla

Il viaggio è stato piacevole. Seduto accanto a me c’era un signore proveniente da un paese vicino a Birmingham. Abbiamo chiacchierato del più e del meno e mi ha raccontato che anche lui percorrerà un tratto del Fishermen’s Trail.

Dal finestrino ho osservato per chilometri le immense sugherete portoghesi, interrotte qua e là da interminabili distese di pini marittimi.

Sughereta
Nidi di cicogna sui tralicci dell’alta tensione.

Più avanti, nella zona di Alcácer do Sal, lungo il Rio Sado, sono comparse le risaie. Il riso, insieme ai pinoli e al sughero, costituisce una delle basi economiche di questa regione.

Risaie

Avvicinandosi a Porto Covo, il paesaggio cambia improvvisamente. La vegetazione si fa più rada, quasi assente in alcuni punti, probabilmente per via dei forti venti atlantici che caratterizzano tutta questa costa.

Vicino a Porto Covo

Arrivati in paese abbiamo pranzato all’aperto da O Sorriso. Ottima esperienza, davvero consigliato.

Qui ho trovato anche un cartello che mi ha fatto sorridere: “panna cotta” e “tiramisù”… alla portoghese.

Porto Covo è esattamente come immaginavo un villaggio della costa atlantica portoghese: case bianche bordate di blu, strade lastricate con la tipica pietra chiara portoghese, piccoli supermercati e tantissimi ristoranti sparsi tra le viuzze.

Verso le tre del pomeriggio abbiamo fatto check-in nel nostro alloggio. Una casa tipica raccolta attorno a un piccolo cortile interno dove si può prendere il sole, stendere il bucato e rilassarsi in totale tranquillità. Un’esperienza che consiglio senza esitazione.

Cancello che porta nel cortile
Ingresso dell’alloggio
Il nostro bucato

Dopo il consueto bucato quotidiano siamo andati finalmente a vedere l’oceano.

Davanti a noi si aprivano distese di fichi degli ottentotti, sentieri che sembravano tuffarsi direttamente nel mare e piccole spiagge che con l’alta marea — qui può arrivare fino a tre metri — scompaiono quasi completamente, per poi riapparire qualche ora dopo e riempirsi di bagnanti.

L’oceano e i fichi degli ottentotti
Sentieri
Spiaggetta con bagnanti
Noi due su una strana panchina con vista
Fiori di aloe

La giornata era perfetta: sole, assenza di vento e una luce incredibile.

Più tardi abbiamo fatto la spesa per domani, perché ho letto che durante la prima tappa non incontreremo né punti di ristoro né acqua.

Dopo cena siamo tornati ancora una volta sull’oceano per vedere il tramonto.

E le aspettative non sono state tradite.

Le fotografie parlano da sole.

Ora siamo rientrati nel nostro alloggio. Gli zaini sono pronti per domani.

E finalmente ci siamo davvero.


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