Day 27: Caldas de Rei-Padrón 19km

Day 27_25 giugno 2016
Caldas de Rei-Padrón
Km 19
Km percorsi 662,1

La tappa di oggi è tranquilla, senza difficoltà e quasi tutta in bei boschi di querce e pini.

I pellegrini che incontriamo sono numerosi, ma siamo i soli partiti da Lisbona. Perlopiù percorrono solo gli ultimi cento chilometri per poter così ricevere la Compostela a Santiago.

In quei rari bar che trovavo in Portogallo, non solo non c’erano pellegrini, non c’erano neanche avventori (se c’erano mi squadravano come una rarità) e spesso dovevo richiamare l’attenzione del proprietario per ricevere il servizio. Qui in Galizia, nei bar sul cammino, c’è sempre una folla di pellegrini che consuma pasti o chiacchiera o si massaggia, chi entra, chi esce. I banconi sono pieni di leccornie ipercaloriche adatte a soddisfare la fame insaziabile del pellegrino.

Quello che sicuramente oggi accomuna tutti i pellegrini è l’eccitazione ed emozione che coglie quando si è vicini a Santiago. Si è consci di aver compiuto un’impresa e ci si prepara al grande giorno della consegna della Compostela e della conseguente messa nella cattedrale di Santiago con la cerimonia del botafumeiro che suggella indelebilmente il momento.

Con questi pensieri, arrivo alla meta di oggi, Padrón. Attraversiamo il ponte sull’ultimo grande fiume del cammino, il rio Ulla ed entriamo in città.

Padrón è legata indissolubilmente a Santiago. Secondo la tradizione fu proprio a Padrón che arrivò la barca che portava il corpo e la testa di San Giacomo decapitato da Erode Agrippa a Gerusalemme nel 42 d.C. I due discepoli Teodoro e Attanasio si inoltrarono fino all’attuale Santiago dove diedero sepoltura ai resti di San Giacomo, la cui tomba fu poi dimenticata e riscoperta nell’anno 813 grazie ad una stella che ne indicò il luogo in un campo (campus stellae diventato Compostela). La barca coi resti del santo fu attraccata ad una grossa pietra (pedron) da cui deriva il nome Padrón.

Quella grossa pietra è oggi conservata sotto l’altare della chiesa di Santiago, nel centro della città. Porta l’iscrizione “NO ORI ESES DSP” che sembra voglia dire “A Nettuno i catoriesi posero a loro spese”. I catoriesi erano un’antica tribù che viveva nella zona di Padrón.

Dopo aver visitato la chiesa di Santiago e il piccolo centro storico con la statua della poetessa Rosalia de Castro, ci dirigiamo verso l’albergo. Mentre cammino, rifletto sulla statua dedicata alla grande poetessa. La statua ritrae, con mio grande stupore, anche il marito e provo ad immaginare le stature dei grandi poeti del passato, da Dante Alighieri a William Blake, da Giosuè Carducci a Gabriele d’Annunzio, da Ugo Foscolo ad Hermann Hesse, tutte che ritraggono anche le gentili consorti al fianco degli stessi poeti. Impensabile!

Dopo un buon riposo fisico e mentale, ceniamo nell’ottimo ristorante dell’albergo.

Domani affronteremo l’ultima tappa.


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