24 giugno 2019_26^ Tappa_Ribadeo➡️Lourenzà_27,8 km_Galizia

Partiamo alle otto, dopo una ricca colazione in hotel.

Il cielo è molto nuvoloso, ma c’è assenza di vento.

Lasciamo la cittadina, incamminandoci verso una collina che dovremo superare.

Trovo il primo mojón della Galizia e la foto è d’obbligo.

Oltrepassiamo la N-634 e, poco oltre, la ferrovia a binario unico.

Dopo varie svolte a destra e sinistra, ci immettiamo su una strada che in decisa salita punta alla cima della collina.

Con una svolta brusca a destra e a sinistra ci immettiamo sulla LU-P-5207

Ci voltiamo un attimo e vediamo, sullo sfondo, le Asturie che ieri abbiamo lasciato per entrare in Galizia.

Oggi lasciamo anche l’oceano, per inoltrarci sulle colline della Galizia in direzione Santiago.

Entriamo in zona boschiva e ci rimaniamo per un lungo tratto, su una strada deserta.

Non ci sono banchine laterali, ma non servono.

Gli unici rumori sono i nostri passi, una motosega in lontananza e i tanti uccellini che cantano.

Entriamo in un’ampia radura coltivata. A sinistra, una fattoria abbandonata e sullo sfondo, le alture delle Asturie.

Rientriamo in un fitto bosco di eucalipti con un ricco sottobosco di felci.

Proseguiamo così, tra aree boschive e piccole radure, fino alla cima della collina da cui intravediamo le montagne della Galizia, che dovremo attraversare prima di Santiago.

Le ortensie sono presenti, ma diminuiscono sempre più, man mano che ci allontaniamo dalla costa.

Arriviamo al paesino di Vilela dove troviamo una piccola cappella, la Capela do Carme.

Entriamo, dopo una breve discesa, sulla strada LU-133, più grande della precedente, ma sempre senza traffico e con banchina laterale.

Il panorama si apre su un’ampia valle con coltivazioni, pascoli e fattorie sparse.

Il cielo è sempre coperto da fitte nuvole. Il tasso di umidità è elevato e continua l’assenza di vento.

Rientriamo nel bosco e ai lati della strada crescono piantine dalle foglioline rosse che sembrano fiori. È uno spettacolo!

Superiamo diversi paesini deserti e case in stato di abbandono.

Quando sento un campanile in lontananza suonare dieci rintocchi, sono nel piccolo borgo di San Vicente e inizia una lieve pioggerellina.

Lasciamo l’ampia vallata ed entriamo nel bosco, mentre la pioggia si intensifica. Devo aprire l’ombrello.

Continuiamo a salire fino a Remourelle, siamo a 240 m s.l.m e da qui si scende nella solitudine del bosco.

Ad un bivio pieghiamo a sinistra verso Vilamarin Pequeño, in una stradina che si inoltra nella campagna.

Dopo qualche chilometro di lieve salita, arriviamo a Vilamarin Grande. incontriamo una chiesetta, la Capela do Carme.

Noto che gli horreos hanno cambiato aspetto: non sono più in legno e a base quadrata, ma in muratura, stretti e lunghi.

Mentre siamo a Vilamarin, smette di piovere. Arriviamo, dopo 18 km di cammino, ad un punto di ristoro eccellente, dove troviamo diversi pellegrini che si riposano.

Scelgo un gustosissimo pan tostado caldo, condito con olio EVO e polpa di pomodoro fresco, una delizia!

Ci rimettiamo in cammino. Entriamo sulla LU-P-0609 con un bel panorama su un’ampia valle e l’autostrada sullo sfondo.

Scendiamo nella valle, in ripida pendenza tra fattorie e campi coltivati.

Arriviamo nel paesino rurale de La Calzada. Le mucche riposano, ruminando, di fianco alle stalle.

Svoltiamo a sinistra su strada in salita che ci riporta su una collina.

Arriviamo alla chiesa di San Xusto e Cabarcos, restaurata da poco.

Entriamo in un’area boschiva e la attraversiamo per diversi chilometri. Ogni tanto, si aprono piccole valli o radure su cui viene coltivato il mais. Incontriamo anche un castagneto.

Usciamo dal bosco e a circa due chilometri dalla meta di oggi, Lourenzà, incontriamo la graziosa Capela de Santa Cruz, con il piccolo portico per dare rifugio ai pellegrini.

Alla nostra sinistra si apre la valle di Lourenzà. Iniziamo una breve ma ripidissima discesa che ci porta in paese. Io mi tengo saldamente al corrimano, sperando di non ripetere la brutta caduta di venti giorni fa e che ancora non è guarita.

Attraversiamo il paese, passando davanti al bellissimo monastero di San Salvador, purtroppo in rovina (non so se sia in programma il restauro), fondato nel X secolo. Ha una chiesa barocca, terminata nel 1732, la cui facciata servì da prova per la costruzione della Cattedrale di Santiago de Compostela.

Arriviamo all’alloggio di oggi verso le due e mezza, dopo 27,8 km.

Domani, tappa di media difficoltà. Dovrebbe piovere a partire dalle 14:00, forse non ci bagneremo.

Buonanotte a tutti!

21:38


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