14 giugno 2019_17^ Tappa_La Isla➡️Villaviciosa_23,6 km._Asturie

Il cielo è sereno e promette bene. Per il secondo giorno partiamo in assetto asciutto.

Appena usciti dall’albergo, ci immettiamo sulla solita N-632 che ha una pista ciclopedonale ben protetta, fino al paese di Colunga, circa 3,5 km.

Qui facciamo colazione nel primo bar aperto che incontriamo.

Di fianco al bar, si trova la chiesa di San Pedro, già menzionata in documenti del X secolo. Ricostruita nel XVIII secolo.

Decido di andare al centro medico del paese per far controllare la ferita da un dottore. Dopo nove giorni, mi fa ancora male e ho paura di un’infezione, ma la dottoressa mi tranquillizza, la pulisce profondamente, la disinfetta e mi consiglia di lavare la ferita regolarmente con acqua e sapone, mettere del ghiaccio alla fine di ogni tappa e tenerla scoperta. Probabilmente si rimarginerà solo quando avrò finito il Cammino, così ha ipotizzato. A Santiago avrò una risposta.

Riparto con la ferita scoperta. Prendiamo la CL-1, stradina asfaltata, inizialmente in piano, che corre tra pascoli in cui brucano mandrie di cavalli.

La strada inizia a salire, appena dopo un sottopasso sotto l’autostrada di cui si sente il rumore in lontananza.

Continuiamo a salire tra belati, nitriti e muggiti udibili al di là di fitte siepi che non lasciano libera la vista.

Il saliscendi continua tra pascoli e frutteti sulla stradina asfaltata che lambisce diversi borghi senza mai entrarvi.

Arriviamo a Pernús, piccolissimo borgo di poche case intorno alla chiesa di San Pedro. Antica chiesa col bel portico per l’accoglienza dei pellegrini di passaggio.

Sulla piazzetta del paese, notiamo dei pellegrini coreani che si riposano e con loro c’è una anziana signora con cui parlano. E’ la signora Maria Luisa, una volontaria che offre un caffè o acqua e i servizi igienici a chi lo desideri. È felice di fare due chiacchiere coi pellegrini e di poter dar loro sollievo se necessario.

Ci riposiamo su una panchina, mentre aspettiamo il caffè che ci viene addirittura servito dalla gentile Maria Luisa.

Il Cammino entra ora su una strada più grande, ma sempre deserta. Attraversiamo il piccolo paese di La Vega, non si vede nessuno, ma si sentono in lontananza rumori di varie attività: chi taglia l’erba, chi la legna, chi richiama i propri animali.

Dopo un breve tratto di falsopiano, ricominciamo a salire sulla strada deserta, circondata da boschi di querce, castagni ed eucalipti. Il sole è caldo, ma l’aria è frizzante, è bello camminare.

Usciti dal bosco, lo sguardo si apre su un lungo rettilineo assolato su cui affacciamo orti e meleti. Siamo nella terra del sidro, le Asturie.

Incontro una gallina che evidentemente aveva voglia di ispezionare la zona.

Attraversiamo il paese rurale di Llera, su strada in forte pendenza. l’aria è pregna dei profumi della campagna. I contadini sono intenti a raccogliere il fieno.

Arrivati sulla collina, la strada spiana e ci porta a Priesca in piacevole discesa. Oltrepassiamo la proprietà di “Los Muñones” con una bella villa rossa affacciata sulla valle, un horreos, alberi di limone, di aranci e palmizi.

In lontananza scorgiamo l’oceano tra l’apertura di due pendii.

Nel paese di Priesca, piccolo agglomerato di casupole, con la bella chiesa di San salvador, facciamo “sosta banana e acqua” seduti su una panchina davanti alla chiesa. Da una finestra si affaccia una signora che allegramente ci saluta.

Riprendiamo il cammino sulla strada VV-15, sempre deserta, in ripida discesa , tra curve che si snodano in un bosco di eucalipti. Finita la discesa, sulla nostra destra troviamo diverse cavalle al pascolo coi loro puledri.

In ripida salita arriviamo all’incrocio con la N-632.

Mancano 8 km a Villaviciosa, la meta di oggi.

Passiamo sotto l’autostrada e ci immettiamo sulla statale N-632. La banchina laterale è stretta, ma anche questa strada ha traffico quasi nullo, per cui si cammina bene.

Con grande sollievo, intravvediamo un ristorante dietro una curva. Facciamo “sosta boccadillo” e caffè. Il boccadillo è enorme, decidiamo di mangiarne mezzo e conservare il resto per il pomeriggio.

All’uscita dal ristorante, il cielo è coperto e nuvole basse incombono sulla valle alla nostra sinistra, a destra c’è ancora il cielo blu. Le previsioni danno solo 20% di pioggia e noi tifiamo per l’ottanta rimanente.

A circa 3 km dall’arrivo, ci ritroviamo nel Parco naturale del Rio della Ria, la foce del fiume influenzata dalla marea.

Incontriamo diverse case diroccate, una di queste colpisce particolarmente la mia attenzione perché, dal suo aspetto, capisco che in passato deve aver vissuto momenti di gloria.

La strada, ora, ha un po’ più di traffico e siamo costretti a camminare sul ciglio della strada, spostandoci, nel caso incontriamo mezzi grandi, sulla fascia di scolo alla nostra sinistra. Fortunatamente è ben pulita e libera da erbacce.

Poco prima di entrare a Villaviciosa, inizia un marciapiedi che costeggia un’enorme sidreria.

Appena si entra nella cittadina, inizia un grande marciapiedi lastricato su cui affacciano bellissime ville in stili diversi.

Arrivati nel centro storico, incontriamo il monumento dedicato alle mele. Non può mancare una foto.

All’arrivo, il mio orologio segna 23,6 km.

Oggi siamo in un albergo il cui edificio risale al XVII secolo, conservato perfettamente.

Dopo il solito riposo post-tappa, ci dedichiamo ad una passeggiata nella cittadina. Visitiamo la Iglesia de la Oliva del XIII secolo, in stile romanico.

Ci inoltriamo nelle strette stradine su cui affacciamo palazzi variopinti, in stile asturiano.

Nella capitale del sidro, ovunque troviamo questo poster che mostra tutte le varietà di mele coltivate in zona.

L’unico ristorante in cui si poteva cenare prima delle 8:30, era un American Burger. Senza indugi, siamo entrati. Il locale era deserto, tutto per noi, a quell’ora “antelucana” per gli spagnoli.

I burgers erano eccellenti. Abbiamo terminato, con un ottimo caffè.

Domani, tappa breve. Partiremo con comodo.

Buonanotte a tutti!

23:15


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