Tappa 37: Abbadia San Salvatore-Acquapendente 26,5 km.

Partenza all’alba. La tappa di oggi sarà l’ultima sopra i 25 chilometri.

Affrontiamo la lunga discesa da Abbadia fino alla Cassia che, in questa zona, corre di fianco al fiume Paglia.

Radicofani, con la sua Rocca, svetta in lontananza durante quasi tutta la tappa di oggi.

Si attraversano vasti campi coltivati a grano o ad erba medica, ma la maggior parte dei casali che incontriamo è in rovina. Alcuni sembrano abbandonati da poco, altri da molto tempo.

Persino le chiese abbiamo trovato in stato di abbandono.

Percorriamo la Cassia per pochi chilometri, per poi immetterci su un sentiero che costeggia un enorme calanco in argilla senese. Sembra un paesaggio lunare.

Arrivati in cima al poggio del calanco, sulla sinistra intravvediamo il lago Maddalena incastonato tra campi di grano.

Discendiamo dal poggio per arrivare a Ponte a Rigo dove attraversiamo il fiume omonimo.

Riprendiamo il cammino su un sentiero protetto di fianco alla Cassia, circondato da enormi campi coltivati.

Affrontiamo poi un lungo tratto di Cassia che non ha banchina per i pedoni e l’erba non è sfalciata. Bisogna stare molto attenti alle macchine sfreccianti ad altissima velocità e spesso appiattirsi verso le piante, cercando di non pungersi con le spine dei rovi che invadono la carreggiata.

Fortunatamente, entriamo poi su un vecchio tracciato della Cassia che è privo di traffico e a volte, per tagliare delle curve, percorriamo dei sentieri inerbiti.

Sul torrente Alvella lasciamo la Toscana ed entriamo nel Lazio.

Arriviamo a Centeno, un piccolo paese con poche anime e con una chiesetta che deve aver visto tempi migliori.

Da qui, per evitare un tratto troppo pericoloso della Cassia, viene suggerito dalla guida della Via Francigena di prendere un bus del Cotral fino ad Acquapendente. Decido però di chiedere suggerimento ad un abitante del piccolo paese, che incontro per strada. Mi dice che posso percorrerla fino all’attraversamento del fiume Paglia e da lì immettermi su una strada secondaria che porta in sicurezza fino ad Acquapendente. Senza indugi, ci rimettiamo in cammino, evitando il bus.

Poco prima di arrivare al fiume Paglia, si incontra una zona industriale e un’azienda agricola che ha anche un piccolo bar. Qui ci rinfreschiamo all’ombra e riforniamo di acqua fresca le nostre borracce. Non ci facciamo mancare un ottimo spuntino.

I proprietari del piccolo bar ricordano ai pellegrini, con delle insegne originali, i chilometri che mancano a Roma.

Attraversiamo il fiume Paglia che ha evidenti i colori dati dall’argilla lavorata nelle vicinanze.

Come suggeritoci dal signore interpellato precedentemente, prendiamo la strada secondaria che ci porterà ad Acquapendente. È priva di traffico e spesso in ombra, ma il caldo è insopportabile. Non c’è un alito di vento e l’umidità è altissima. Stringiamo i denti e andiamo avanti fino a scorgere in lontananza la nostra meta.

Riprendiamo la Cassia per pochi chilometri e, sempre in salita, raggiungiamo la cittadina.

Dopo le solite attività post tappa, ci dedichiamo alla visita della Cattedrale del S. Sepolcro fondata nel X secolo e che conserva una bella cripta del XII secolo con colonne dai capitelli con motivi zoomorfi. Purtroppo, l’impianto di illuminazione non funzionava e ho potuto fare delle foto solo grazie alla luce del mio telefono. Il risultato non è perfetto, ma rende un’idea della meraviglia della cripta.

Torniamo in albergo attraverso le vie del centro storico, una cittadella fortificata con ripide scale e strette vie.

Finiamo la giornata con un’ottima cena nel ristorante del nostro albergo, e ci ritiriamo presto per riposare il più possibile, come sempre, ma la brutta sorpresa ci aspetta verso le 21:30: un concerto rumorosissimo nella piazza centrale del paese, le nostre finestre sono di fianco.

Finisco di scrivere il blog di oggi, ma non so come finirà la nottata. Posso solo sperare di riuscire ad addormentarmi nonostante il chiasso.

Buona notte a tutti 🤗


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