Tappa 35: Ponte d’Arbia-San Quirico d’Orcia 26,9 km.

Ci alziamo molto presto. Oggi dobbiamo affrontare una lunga tappa e cerchiamo di farla, il più possibile, al fresco.

Le nuvole di ieri sera han lasciato il posto ad una leggera nebbia che col sorgere del sole si è diradata fino a sparire.

Percorriamo da subito le terribili, per i polmoni del pellegrino, strade bianche, in un saliscendi continuo tra viali coi cipressi e poderi estesi.

Entriamo nel bel borgo medievale di Buonconvento dalla porta Senese e lo attraversiamo

sino a superare il quartiere industriale. Da qui ci immettiamo su una strada bianca che coincide con la famosa “Eroica”, la gara ciclistica che si svolge ogni anno in questa zona del senese.

È la terra del brunello di Montalcino, ricca e famosa nel mondo. Qui tutto è opera dell’uomo, nulla è lasciato al caso o alla decisione della natura. Qualsiasi angolo di questa terra ha subito l’intervento dell’uomo e la natura è stata domata. È come un gigantesco giardino all’italiana in cui il giardiniere cura siepi, simmetrie e fiori in modo maniacale.

Tutta la tappa di oggi si svolge con il panorama su Montalcino che vediamo in lontananza su una alta collina.

Ho pensato che solo un video avrebbe potuto dare l’idea del panorama che si gode in questa tappa.

Ho assistito, con grande interesse, alla cimatura dei tralci di queste preziose vigne.

Qualche giorno fa, durante una mia chiacchierata con la proprietaria del capannone che ci ha dato ricovero dal temporale poco prima di Monteriggioni, ho imparato che in questa stagione la vite va cimata nella parte terminale dei tralci e dalle femminelle. Operazione che dà più vigore alla vite e che crea un’uva migliore. Una volta, si faceva a mano ed era un lavoro impegnativo e lunghissimo che richiedeva tanta mano d’opera. Oggi è un lavoro fatto velocemente con una macchina che con grande delicatezza è in grado di cimare la vite senza rovinare i giovani grappoli.

Passiamo di fianco al bel castello di Altesi, oggi utilizzato come sede di una società vinicola.

Il problema della polvere causato dalle tante macchine che percorrono le strade bianche è costante. È evidente che gli utilizzatori di queste strade non camminano mai, altrimenti risolverebbero il problema velocemente, asfaltandole.

Arrivati a Torrenieri, altro paesino medievale cresciuto con la Francigena, facciamo una meritata pausa nell’unico caffè presente.

Da qui in poi, il percorso è piuttosto monotono, è sempre su asfalto, sulla strada provinciale di Celamonti, strada priva di traffico e in costante salita fino a San Quirico.

Entriamo in paese attraverso una rampa di scale che azzera le poche forze rimaste.

Ogni scalino è come un macigno da sollevare, ma si viene premiati, una volta in cima, dalla bellezza di San Quirico d’Orcia. Entriamo dalla porta Senese e subito visitiamo la Collegiata dei santi Quirico e Giulitta.

Proseguiamo fino alla stupenda chiesetta romanica del XII secolo di Santa Maria Assunta, perfettamente conservata.

e lo “Spedale della Scala”, edificio medievale con l’ampio cortile interno, il pozzo ed il bel loggiato al primo piano.

Terminiamo la giornata riposandoci su una panchina in posizione panoramica, all’interno degli Horti Leonini, stupendo esempio di giardini rinascimentali pensati come giardini pubblici

Alloggiamo in una bellissima e antica casa nel centro storico del paese, che fa da cornice perfettamente all’atmosfera medievale in cui ci si immerge in San Quirico.

Domani, altra tappa lunghissima. Dovremo partire all’alba.

Buona notte a tutti. 🤗


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