29 giugno 2019_31^ Tappa_O’Cadaval➡️O’Amenal_24,3 km_Galizia

Partiamo alle 7, la nebbia è fitta e ci sono 12°.

Ci incamminiamo su una piccola strada laterale, parallela alla N-634.

Poco dopo, appena oltrepassato un benzinaio, facciamo una piccola deviazione verso un paesino, ponte Carreira.

Speriamo di trovare un bar aperto per fare colazione. Purtroppo rimaniamo delusi. Qui, tutto dorme.

Ci immettiamo di nuovo sulla N-634, immersi nella nebbia. Fa freddo e la nebbia ci bagna la pelle. Il traffico è scarso, ma passano in maggioranza TIR. Bisogna fare attenzione, perché la nebbia si sta infittendo e siamo sempre meno visibili.

Dopo diverse curve che zigzagano in salita sul fianco di una collina fino alla sua cima, iniziamo a scendere. Sembra che la nebbia si diradi, ma poco dopo si infittisce ancora.

Al termine di un lungo rettilineo di cui non si vede la fine, a causa della nebbia, appare improvvisamente un bar sulla nostra destra, dall’altra parte della strada. Lì per lì non capiamo se è aperto, ma poi sentiamo delle voci provenire dall’interno. Attraversiamo la strada ed entriamo. Finalmente colazione!

Quando usciamo, la nebbia è ancora fitta e fa freddo, dobbiamo addirittura coprirci.

Iniziamo a scendere per ricongiungerci col Cammino che dovremmo incrociare tra circa 5 chilometri.

Finalmente, verso le 10, la nebbia inizia a diradarsi. La visibilità è migliore e la strada richiede meno attenzione. Ci rilassiamo e ci alleggeriamo di nuovo.

Verso le 10:30, dopo 12,5 chilometri dalla partenza, ritroviamo il Cammino ufficiale che entra sulla N-634. Ad annunciarlo, un mojón. La foto ricordo è d’obbligo.

Dopo poco, troviamo un piccolo bar in cui facciamo una sosta.

Di fianco al bar inizia la DP-6601 che, su comodo marciapiedi costruito appositamente per i pellegrini, ci porta verso O’ Pedrouzo.

Mentre cammino, avvolta nei miei pensieri, Gianfranco mi fa notare una salita alla nostra sinistra. La osservo e penso: strano che non dobbiamo annaspare e rantolare su quella salita, ci sarà un errore nella direzione delle frecce, perché il pellegrino deve sempre fare il sentiero più faticoso! Poi però Gianfranco continua dritto, ignorando la salita. Sorrido e lo seguo.

A O’Pedrouzo troveremo pellegrini in massa verso Santiago. Il Cammino su cui ci troviamo è una deviazione, perciò poco utilizzata, ma una volta sul Cammino ufficiale, troveremo tutti i pellegrini partiti dai Pirenei e quelli, tanti, che percorrono solo gli ultimi 100 chilometri, per poter ottenere la Compostela.

Continuiamo sul comodo marciapiedi. La nebbia si è alzata, ma il cielo è coperto da dense nuvole bianche.

Dopo qualche chilometro in leggera salita, arriviamo sulla cima della collina e il panorama si apre sulla valle di O’Pedrouzo.

Scendiamo, sempre sul marciapiedi. Spunta un pallido sole, ma le nuvole son dense.

Lasciamo il bosco ed entriamo in una zona urbanizzata. Ai lati della strada, si susseguono villette, orti e qualche horreo.

Entriamo sulla N-547 e dopo 500 metri, eccoli! Siamo a O’Pedrouzo e i pellegrini sbucano dal sentiero ufficiale, come formiche dal nido, sono stanchi, sconvolti dalla fatica.

Dopo tanta solitudine, su sentieri e strade deserte, l’arrivo a O’Pedrouzo è, come sempre, frastornante. Troppi zaini, troppi scarponi, troppi bastoncini ticchettanti sull’asfalto. Ovunque è business, sfruttando il pellegrino: bar che si susseguono, ostelli ad ogni angolo.

Lasciamo O’Pedrouzo e ci incamminiamo per gli ultimi chilometri, verso O’Amenal, la nostra meta di oggi.

Arriviamo dopo 24,3 chilometri percorsi, in tempo per un buon pranzo, si spera!

E buon pranzo è stato! Ho scelto degli spaghetti al ragù che… mi hanno resa felice! Insieme, anche verdure alla griglia. Verdure che credevo avrei ritrovato solo a casa: zucchine, melanzane, asparagi freschi, funghi e gli immancabili peperoni.

E per cena, un’insalata “pallida”, come ormai la definisco, con tanto di ananas. A seguire, un dolcetto tipico: arroz con leche.

Domani è il grande giorno: arrivo a Santiago! Ormai è la quarta volta che termino un Cammino a Santiago, ma l’emozione, anche se attenuata, c’è sempre.

Buonanotte a tutti!

22:21


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