28 giugno 2019_30^ Tappa_Guitiriz➡️O’Cadaval_17,4 km 🏃‍♀️+30km 🚊_Galizia

Stamani, all’apertura delle finestre, tutto è avvolto nella nebbia. Il telefono mi dice che arriverà il sole, ne sono molto contenta. La temperatura è di 13°.

Usciamo intorno alle 7:30, a digiuno, perché l’albergo serve la colazione dalle nove…

La nebbia si sta già diradando.

Ci incamminiamo tra le vie deserte di Guitiriz, in direzione della stazione ferroviaria.

Vicino alla stazione, troviamo un bar aperto e un cornetto caldo.

All’uscita dal bar, intravediamo su una strada alla nostra destra, una grande chiesa. Incuriositi, facciamo una veloce deviazione. È la chiesa di Santa María de Lagostelle, costruita negli anni ‘50, in stile romanico.

Ritorniamo verso la stazione e, arrivati, aspettiamo che arrivi il treno delle 9:00, seduti al tiepido sole. Qui la nebbia è ancora presente, ma si vede il cielo blu sopra di essa.

Il treno arriva puntuale e in venti minuti ci porta a Curtis. Questo passaggio in treno è obbligato, a causa della deviazione che abbiamo dovuto fare. Per arrivare a O’Cadaval avremmo dovuto fare quasi 48 km in un giorno, davvero troppo!

Ci incamminiamo tra le stradine del paese. Lo troviamo in fase di risveglio, i negozi son chiusi, ma incontriamo una farmacia aperta e ne approfittiamo per acquistare una pomata per il mio ginocchio. Dopo 23 giorni dalla caduta, stanotte finalmente si è staccata la crosta, ma la ferita necessita di essere trattata con un prodotto specifico.

Dopo l’acquisto, ci incamminiamo sulla strada centrale e in poco tempo arriviamo ad una grande rotatoria che ci porta sulla N-634.

La nebbia si è dissolta ed il cielo è blu. Il sole è caldo, ma l’aria è fresca, si cammina bene.

La strada è tutta per noi.

Ci immettiamo su una stradina ciclopedonale che è su entrambi i lati della statale.

A Cumbraos troviamo una chiesetta all’interno di un cimitero. Tutt’intorno al perimetro della chiesa sono state inserite lapidi in pietra, senza un ordine preciso.

Ci rimettiamo in Cammino e saliamo dolcemente fino a 520 m slm. Arrivati in cima alla collina, troviamo un baretto condotto da una gentile signora con cui facciamo conversazione. Mentre beviamo una bibita fresca, inizia a farci domande. È incuriosita dai due pellegrini capitati nel suo bar. Siamo fuori dal Cammino ufficiale e lei ci chiede spiegazioni. Le mostro sul telefono le tappe che restano e lei si dimostra molto attratta dai miei strumenti tecnologici, grazie ai quali posso fare deviazioni così lontane dal percorso segnato, senza avere problemi. Dopo averle spiegato perché siamo capitati dalle sue parti, ripartiamo.

Da qui si inizia a scendere verso Santiago. Si gode del panorama sull’intera area dell’altopiano della Galizia.

Entriamo in un bella piantagione di eucalipti.

Alla nostra destra, notiamo due macchine alle prese con gli eucalipti. Ci fermiamo ad osservare incuriositi. Stanno tagliando, scortecciando e pulendo i tronchi che poi vengono caricati su un grande camion. La velocità con cui eseguono l’operazione è impressionante.

Riprendiamo il Cammino. Oltrepassiamo vasti campi coltivati a mais e pascoli con mucche sempre incuriosite dal nostro passaggio.

Inizia a farsi sentire il caldo. Decidiamo di fermarci all’ombra di un gabbiotto del bus, per bere e mangiare una banana.

Lunghi tratti sono fortunatamente ombreggiati, ma molti sono sotto la calura, attenuata appena da un debole venticello.

È arrivato il momento di usare il mio ombrello a doppio uso: pioggia e sole. Oggi lo uso per il sole e funziona meravigliosamente bene.

Arrivo alla meta di oggi senza essere né stanca né accaldata, grazie al mio ombrello!

I chilometri percorsi oggi sono 17,4.

L’hotel è anche ristorante e, all’ora in cui arriviamo, è affollato di clienti. Sono perlopiù operai o camionisti o persone di passaggio sulla statale.

Facciamo il check-in e, dopo una veloce doccia, anche noi ci uniamo alla folla di avventori e pranziamo con un’insalata “pallida” e dei calamari fritti con…patate! Il menù non varia, ormai dopo tanti chilometri, so che è quello. Paesi Baschi, Cantabria, Asturie, Galizia, il menù non cambia.

Per cena, ciuleta de ternera e affettati misti…ah! Dimenticavo il contorno: patate.

Domani, ad una dozzina di chilometri da qui, rientriamo nel Cammino ufficiale.

Buonanotte a tutti!

22:42


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