29 maggio 2019_3^ Tappa_Zarautz ➡️ Deba_24,5 km.

Anche oggi tappa bellissima.

Dopo una veloce colazione nel bar dell’albergo, ci incamminiamo sul lungomare di Zarautz e lo percorriamo per circa 4 km.

La giornata è perfetta per camminare. L’aria è frizzante e il sole riscalda, dopo tanta pioggia e umidità.

Intravvediamo la spiaggia e le prime case di Getaria, famosa per aver dato i natali a Juan Sebastián El Cano, comandante della spedizione di Ferdinando Magellano.

Monumento a El Cano

Finito il lungomare perdonabile, ci si immette subito su una ripida salita

che poco dopo diventa ripida discesa, ma sempre su un fastidiosa mulattiera che non dà tregua a caviglie e ginocchia.

Incontriamo un segnale mai visto e che ci fa sorridere

In cima ad una delle tante colline attraversate oggi, incontriamo il paesino di Askizu e la sua bella chiesa romanica di San Martin de Tours, con il portico per dare ricovero ai pellegrini.

Il cammino prosegue in un continuo e duro saliscendi, tra campi coltivati, vigneti e gli immancabili boschi di eucalipti che riempiono l’aria e i polmoni del loro profumo corroborante.

Si incontrano spesso bei cavalli e asini che dimostrano curiosità nei nostri confronti:

Spesso il sentiero offre panorami mozzafiato sull’oceano e sulle rive scoscese della costa basca.

Dopo circa una decina di chilometri, vediamo in lontananza Zumaia con la sua bella spiaggia.

Dopo una ripidissima discesa, ci immettiamo su una bella pista pedonale che percorre tutta la cittadina.

Ed ecco in vista la mia passione: una superba pasticceria/panificio. Che meraviglia! Pani di tutti i tipi e dolci a non finire. Io, sempre per accontentare la dieta, ho scelto un ottimo cornetto integrale, ma Gianfranco, che può permetterselo, ha optato per un krapfen con crema chantilly. Io, naturalmente, ho tuffato il mio cornetto un paio di volte nella crema. Beh, dovevo almeno assaggiarla! Era una delizia.

Dopo esserci riposati un po’, abbiamo ripreso il cammino, non senza visitare la chiesa di San Pedro.

Dalla scalinata della chiesa si possono ammirare belle case in stile basco.

Uscendo dalla cittadina medievale, si incontrano bei palazzi restaurati con cura.

La strada si inerpica duramente sulla collina e a mezza costa si può ammirare un bel panorama sulla città e si incontra una chiesetta romanica, N. S. de Arritokieta.

All’interno, ne approfittiamo per riprendere fiato.

Riprendiamo a camminare tra piacevoli paesaggi affacciati sull’oceano. L’aria è fresca e allevia la fatica delle ripide salite e altrettanto ripide discese. Contenti, dopo circa due terzi di tappa, di non aver incontrato fango.

La felicità dura poco. Ad un bivio, una grande freccia ci indica di svoltare a destra e subito, dietro la curva, si incontra un cancello per gli animali, già su terreno fangoso. Capisco che devo aprire i miei bastoncini e incamminarmi con attenzione, ma mai avrei immaginato di fare chilometri di fango, intervallati da brevi tratti di asfalto che davano l’illusione di aver terminato la tortura. Ogni volta, appena rientrati sull’asfalto, cercavamo pozzanghere per pulirci gli scarponi, ma subito eravamo costretti a rientrare nei sentieri infangati.

Usciamo finalmente dal fango e ci incamminiamo su una lunga strada protetta che spesso si affaccia su panorami bellissimi.

L’entrata a Deba è durissima. Uno stradone in cemento che scende in fortissima pendenza, scivolosissimo, perché bagnato. Era come camminare sul ghiaccio, non si stava in piedi e solo grazie ai bastoncini siamo riusciti a non cadere. Arrivati a Deba, eravamo esausti. Fortunatamente, per raggiungere il centro del paese, ci sono due ascensori che in brevissimo tempo portano al livello della spiaggia.

Attraversiamo il centro storico, di cui ammiriamo i bei palazzi e la bella chiesa di Santa Maria la Real.

Arriviamo all’albergo, proprio sulla spiaggia, dopo aver percorso 24,5 km.

La pulizia degli stivali e delle ghette, questa volta è stata un’impresa, perché la quantità di fango attaccatasi alle suole a più strati era notevole e quasi cementata.

Dopo un meritato riposo, usciamo alla ricerca di un ristorante. Troviamo però aperta la chiesa di Santa Maria la Real. Ne approfittiamo per visitarla.

Scegliamo l’unico ristorante che propone qualcosa di diverso. Ho cenato con antipasto di carciofi e prosciutto, un secondo a base di merluzzo in umido e un dolcetto basco (non ho resistito!).

Domani un’altra tappa impegnativa, piena di saliscendi, alla volta di Markina.

Buonanotte a tutti

00:06


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