27 maggio 2019_1^ Tappa: Irun ➡️ San Sebastián

Sintesi del primo giorno: pioggia, fango, nebbia…!

Ha piovuto sempre, il fango era costante, la nebbia era fitta.

Abbiamo lasciato l’albergo alle 5:45, era ancora buio e pioveva leggermente.

Ieri sera ho avuto la buona idea di farmi preparare un panino (era enorme). Abbiamo camminato ore e ore senza trovare punti ristoro e quel mega-panino si è rivelato un toccasana.

Ci siamo incamminati lungo le strade deserte di Irun, con le luci della città che illuminavano il nostro passo. Solo gli spazzini erano in vista, operosi e precisi.

Lasciata la strada che porta all’aeroporto, ci siamo incamminati verso le montagne che circondano Irun. I segnale del Cammino erano ben in vista.

All’inizio, la strada è asfalta e comoda. Fiancheggia un canale dalle acque calme e che formano un laghetto, poco più avanti.

La comodità dura poco. Subito entriamo nel bosco, la strada diventa uno stretto sentiero fangoso che non fa ben sperare.

Le nuvole sono basse e a ridosso delle montagne che dovremo attraversare.

La pioggerellina continua, mentre affrontiamo una ripida salita che ci porta ad una piccola cappella dedicata a Santiago.

Occasionalmente, incrociamo fattorie e case di campagna, ma più spesso, pecorelle curiose, con un carico di lana importante.

Il sentiero è sempre più solcato dalla pioggia e camminare risulta sempre più faticoso, perché la paura di scivolare è tanta.

Finalmente, dietro ad alcuni cespugli, intravedo il Santuario di Guadalupe

Quello che normalmente è uno spettacolo, piacevole da osservare, il panorama dal Santuario di Guadalupe, oggi si presenta come un ammasso di nuvole fitte e cariche di pioggia.

il Santuario, del sedicesimo secolo, si presenta con il classico ricovero per i pellegrini, all’aperto. Ha un’enorme conchiglia che ne decora la fiancata e un bel campanile che domina la valle.

Poco dopo, ad un bivio, dobbiamo decidere se fare il sentiero in cresta o quello più riparato. Optiamo per il primo, più panoramico, ma anche più impegnativo. Hahaha! Detta ora, sembra una battuta comica, perché tutto era, fuorché panoramico.

Il fango e la nebbia, misti ad una pioggia costante e, a tratti, intensa regnavano sovrani.

Sul sentiero abbiamo incontrato tanti pellegrini, chi con voglia di parlare e chi preferiva il silenzio.

Finito il tratto in cresta, inizia una ripida discesa su cemento. Le possibilità di scivolare sono altissime.

In fondo alla discesa si trova Pasaia, un borgo turistico che si affaccia su una bella insenatura.

Per continuare il Cammino, è necessario attraversalo con una piccola barca che fa servizio in modo continuativo.

Proprio davanti all’imbarcadero si trova una bella placca dedicata al cammino

La strada si allontana poi da Pasaia, ma se ci si volta ad osservare il paese, si gode di un bel panorama che si riflette sull’acqua e dall’aspetto fiabesco. .

Appena si raggiunge il mare aperto, il sentiero svolta a sinistra su una scalinata lunga e durissima.

In vista di San Sebastián, si inizia la discesa, durissima e piena di insidiose pozze di fango, rese ancor più pericolose dalla distrazione causata dal desiderio di spiare tra i cespugli e gli alberi, per meglio osservare la bellissima spiaggia che domina il paesaggio sotto di noi.

Appena finito il sentiero, subito si cammina su marciapiedi ben lastricato, presente in tutta la cittadina.

Arrivati a San Sebastián, stanchi e fradici, ci fermiamo al primo bar che incontriamo e ne approfittiamo per rifocillarvi.

Intorno alle 17:20 arriviamo alla pensioncina che avevamo prenotato nel centro storico.

Prima di uscire per un giro turistico e per cenare, dobbiamo lavare tutto: vestiti, ghette, scarponi. Tutto è inzaccherato ed inutilizzabile.

Alla fine, raccolte le poche forze rimaste, visitiamo la chiesa di Santa Maria del Coro del diciottesimo secolo:

e di San Vicente, del sedicesimo secolo. Due bellissime chiese, dall’architettura essenziale ed elegante.

Questa sera abbiamo scelto un ristorante che può definirsi “fusion”, tra cucina spagnola e italiana. È stata un’ottima scelta.

Come sempre, niente dolcetto. Resisto!

Domani, altra tappa “bagnata”.

Una buona notte a tutti.

23:31


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