Tappa 38: Acquapendente-Bolsena 22 km.

Il concerto di ieri sera non ha impedito che mi addormentassi immediatamente. La stanchezza fa miracoli!

Anche oggi il cielo è blu e fa caldo già dalle prime ore del mattino.

Lasciamo Acquapendente fotografando il retro del Duomo

e la Porta-torre Julia de Jacopo

Entriamo subito su una strada secondaria che corrisponde al vecchio tracciato della Cassia. Il traffico è inesistente, ma incontriamo diverse persone che corrono per il fitness domenicale.

Tra gli enormi campi coltivati, incontriamo un grande deposito di cereali.

La strada poi diventa una carrareccia assolata, ma il caldo è ancora sopportabile.

Anche oggi, tra gli enormi campi coltivati, i casali abbandonati sono numerosi.

Una delle coltivazioni intensive che costeggiano il sentiero attira la mia attenzione. Ha foglie piccolissime e, nascosta sotto di esse, c’è una fila di verdi baccelli. Non la conosco e mi incuriosisce, ma essendo domenica, non trovo lavoratori a cui chiedere cosa sia. Mi metto in tasca un suo baccello e la fotografo, sperando in un incontro fortunato.

L’incontro avviene. Nascosto tra alte fila di mais, scovo un contadino mentre traffica con qualche arnese. Attiro la sua attenzione chiamandolo e lui, con un bel sorriso, mi viene incontro. Gli mostro il baccello e subito lo riconosce: ceci!

Felice di aver risolto il rebus, lo saluto e lo ringrazio.

La carrareccia svolta poi verso la Cassia che scorgiamo in lontananza.

Dobbiamo percorrerne un lungo tratto, ma sempre in sicurezza perché le banchine sono pulite e libere da erbacce.

Dopo circa 12 chilometri, arriviamo a San Lorenzo Nuovo dove da subito si trova un bel marciapiedi e meravigliosi tigli profumati.

Arriviamo nella bella Piazza edificata nella seconda metà del ‘700, di forma ottagonale che rispecchia un razionalismo formale dell’epoca dei lumi.

La chiesa che si affaccia sulla piazza è purtroppo stata lesa dal terremoto del 2006. Il soffitto ha visibili grandi crepe che rendono la chiesa pericolante ed in attesa di consolidamento.

Le evidenti lesioni sul soffitto

 

Dalla piazza si ha il primo scorcio sul bel lago di Bolsena. Il più grande lago europeo di origine vulcanica.

Riprendiamo il cammino su una carrareccia che inizia dalla Cassia. Purtroppo continua la tortura della polvere sollevata dalle macchine che sfrecciano incuranti dei poveri pellegrini che devono intossicarsi a causa loro.

La presenza costante di oggi è il grande lago che lo si ammira dall’alto dei poggi che lo circondano e su cui noi camminiamo.

Oltrepassiamo un allevamento di cavalli di cui ammiriamo un bellissimo stallone di razza belga che si lascia accarezzare docilmente.

Discendiamo ora verso il lago, per raggiungere la Cassia che percorriamo fino a Bolsena.

Purtroppo sembra che l’ANAS, in questo tratto di Cassia, abbia dimenticato di sfalciare le erbacce che invadono le banchine. Si cammina a fatica e il caldo non aiuta.

Arriviamo finalmente a Bolsena e ci rechiamo subito verso il nostro alloggio di oggi, un bell’albergo in riva al lago.

Dopo il solito riposino, ci rechiamo nel centro storico per un veloce giro turistico a questa antica città.

La basilica di Santa Cristina sorse nel XII secolo, ha facciata rinascimentale, ma all’interno conserva il suo stile romanico. Sorge sul sito di antiche catacombe dove vi è sepolta Santa Cristina, martirizzata a Bolsena nel IV secolo.

Polittico del 1458
Catacombe

Domenico de Ferraris 1498

Concludiamo la giornata con una passeggiata nel bel centro storico.

Ceniamo nel ristorante dell’albergo e non possiamo che esserne felici.

Buona notte a tutti. 🤗


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