Tappa 13: Garlasco-Pavia 25,1 km

Il tempo non promette bene. Densi nuvoloni si addensano sopra le nostre teste. Partiamo molto presto per cercare di arrivare a Pavia prima che inizi il temporale previsto intorno alle due. Ci incamminiamo tra le belle villette di Garlasco, tutto è curato e pulito, è un piacere camminare in queste cittadine.

Al passaggio a livello oltrepassiamo qualcosa che non so se sia un campo nomadi di lusso o un campeggio.

Subito dopo la ferrovia inizia la carrareccia tra campi pronti per la semina, risaie e campi di mais già molto alto.

Raggiungiamo il canale Quintino Sella e lo percorriamo per un lungo tratto. Il cielo si incupisce ancora di più.

L’aria è fresca, ma molto umida e gli insetti sono fastidiosi. Mi spalmo una generosa dose di repellente e l’effetto “allontanamento” è immediato e penso alle povere mondine di una volta, quando il Vape non c’era…!

Passiamo di fianco a una chiusa del canale Quintino sella.

Un sentiero procede poi sempre dritto e parallelo al canale. Siamo circondati dall’acqua, se mi guardo intorno, tra canali, rogge, cavi, fossi, c’è acqua che scorre ovunque.

Scorgiamo in lontananza un gruppo di pellegrini e capiamo che sono due coppie di francesi già incontrati ieri. Rimaniamo in vista dei quattro per un lungo tratto, ma lentamente ci avviciniamo.

Attraversiamo con difficoltà una strada molto trafficata. Macchine e TIR sfrecciano ad alta velocità, è difficile trovare una pausa. Sani e salvi, attraversiamo e rientriamo sulla carrareccia; i quattro francesi sempre là, il canale sempre qui di fianco a noi.

La carrareccia è ben battuta, riusciamo per questo a fare una velocità costante di 5,2/5,5 km all’ora.

Lasciamo il canale sulla sinistra e poco più in là passiamo di fianco a quello che sembra un grande deposito di stallatico. Penso che da queste parti dev’essere una risorsa preziosa ed anche un vero business.

Il solito grande cimitero con alte mura e grandi cappelle fa capire che stiamo entrando a Gropello Cairoli. Si ha proprio l’impressione che i locali, con queste grandi cappelle, vogliano portare nell’aldilà il benessere accumulato in questo mondo.

Gropello Cairoli è un paesino che sembra finto, tanto le case sono perfette e le strade in ordine.

Riusciamo a visitare le due chiese del paese: San Giorgio e San Rocco.

San Giorgio

San Giorgio

San Rocco

Una pausa caffè ce la meritiamo e possiamo addirittura scegliere un bar tra i tanti che si affacciano sulla via principale.

Anche qui il profumo dei tigli è inebriante e accompagna il viaggiatore verso l’uscita dal paese tra belle villette circondate da floridi giardini.

Superiamo i francesi che fanno una pausa seduti sull’erba, all’ombra di una cascina.

Superiamo il bel podere Passerini , completamente ristrutturato e poco più in là, la cascina Mongarolo.

Il tempo regge, anche se le nuvole scure non fanno prevedere nulla di buono. Siamo riusciti, col nostro passo, ad anticipare l’ora prevista di arrivo. Così facendo, dovremmo arrivare asciutti e soprattutto senza tuoni e fulmini, ma per ora è solo una speranza.

Arriviamo a Villanova d’Ardenghi con un pallido sole. Il paese è su una collinetta che, dopo tanto camminare in pianura, ci causa un po’ di fiatone.

La chiesetta del paese è chiusa,

ma ci consoliamo con un caffettino e una chiacchierata con la barista che si dice innamorata di Roma.

Lasciamo il bel paesino, mentre il fruttivendolo ambulante raccoglie a sé tutte le vecchiette del paese che si attardano conversando fra loro tranquillamente, non senza osservarci incuriosite e salutarci.

Proseguiamo fino a scorgere in lontananza il Fiume Ticino, il più grande affluente del Po, sulle cui rive si trova il più grande parco fluviale d’Europa. È un fiume altamente protetto e le sue acque sono in ottimo stato (ho chiesto conferma ai locali e la risposta è stata affermativa).

Siamo ora all’interno del magnifico parco del Ticino con la sua vegetazione rigogliosa e ben conservata.

Alla cascina Casoni troviamo questo cartello che ci fa sorridere:

Nascosto dalla folta vegetazione e invitante scorgiamo un ristorantino sul fiume. Ancora non ci sono avventori, è troppo presto, ma il gestore ci offre la possibilità di scegliere tra vari gustosi panini. Io, naturalmente, scelgo salame e formaggio.

Rinfrescati e con nuova energia, affrontiamo nella vasta area golenale gli ultimi chilometri che rimangono fino a Pavia. Quello che colpisce maggiormente del fiume è il suo silenzio, scorre maestoso nel più assoluto silenzio. Mi torna alla mente la Dora Baltea e quanto dominasse nella valle col suo incessante rumore.

Ci immergiamo ora nel bosco che ci avvicina a Pavia tra pioppi, querce, aceri, betulle, tigli, noccioli e arbusti di more a non finire. E chissà quanti altri che nn ho visto o riconosciuto…!

A sinistra intravvediamo il fiume, ma la folta vegetazione, a volte, lo nasconde alla vista. Il nostro percorso si è ridotto ad un sentierino che si riesce a seguire solo grazie al suo color sabbia che fa contrasto con la vegetazione. Il sentiero arriva fino al Ponte Vecchio, proprio dove abbiamo l’alloggio di oggi.

Prima di cena facciamo un breve giro turistico nella bella Pavia. Iniziamo dal Duomo per finire al Ponte Vecchio.

Ceniamo all’aperto in un ristorante tirolese su piazza della Vittoria, scelto a caso. Anche oggi, ottima scelta.

Canederli

Strudel

Gelato ricotta e fichi e crema mediterranea

Per oggi è tutto. Domani un tappone lungo e faticoso.

Buona notte a tutti 🤗


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